COMUNICATO
Scuola giovani e cultura

Scuola. Partito democratico: “Tutelare la libertà di insegnamento e il pluralismo culturale”

Nell’interpellanza, presentata dalla consigliera del Pd Maria Costi e sottoscritta dal collega di partito Paolo Calvano, si fa riferimento alla diffusione di manifesti da parte di Azione studentesca, con i quali si invita alla segnalazione di docenti accusati di svolgere attività di propaganda. “Rischio di configurare forme di schedatura ideologica”

“Nelle ultime settimane, in diversi contesti del territorio nazionale e anche dell’Emilia-Romagna, sono stati diffusi manifesti e materiali riconducibili ad Azione Studentesca, articolazione giovanile di un’area politica organizzata a livello nazionale, che invitano alla segnalazione di docenti ritenuti portatori di orientamenti ideologici o accusati di svolgere attività di propaganda durante le lezioni”. A porre la questione, chiedendo alla giunta di promuovere iniziative a tutela della libertà di insegnamento, è la consigliera del Partito democratico Maria Costi, in una interpellanza sottoscritta anche dal collega di partito Paolo Calvano.

La segnalazione dei docenti, si legge nell’atto ispettivo, avverrebbe mediante questionari somministrati attraverso piattaforme digitali esterne, accessibili mediante link o codici QR, diffusi tramite canali informali e privi di un chiaro presidio di responsabilità, senza informazioni verificabili sulle modalità di gestione dei dati e sulle conseguenze delle segnalazioni. “Iniziative di questo tipo – vanno avanti i consiglieri -, presentate come campagne contro la presunta ‘propaganda’, si traducono di fatto in meccanismi di segnalazione informale dell’orientamento politico o culturale dei docenti, con il rischio di configurare forme di schedatura ideologica. Tali campagne hanno suscitato un diffuso allarme nel mondo della scuola, tra organizzazioni sindacali, associazioni professionali e nella società civile, che ne denunciano il carattere intimidatorio e il potenziale effetto di condizionamento sulla libertà di insegnamento e sul clima educativo”.

Da qui l’interpellanza alla giunta, per sapere “se e quali interlocuzioni abbia avviato o intenda avviare con il Governo, e in particolare con il Ministero dell’Istruzione e del Merito, per rappresentare tali criticità e sollecitare iniziative di competenza statale” e “se non ritenga opportuno assumere una posizione formale di disapprovazione nei confronti di pratiche che incentivano la segnalazione o la catalogazione del personale docente sulla
base di presunti orientamenti ideologici o politici”. Infine, all’esecutivo regionale, si chiede di promuovere iniziative di carattere politico-istituzionale “per contribuire, nell’ambito delle proprie prerogative, alla tutela dei principi di libertà di insegnamento, pluralismo culturale e autonomia del sistema educativo”.

(Brigida Miranda)

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