COMUNICATO
Assemblea

Sessione europea. Emilia-Romagna e Unione europea: tenere insieme sviluppo economico e coesione sociale. Per l’Italia 86,6 miliardi per il piano 2028-2034

In Assemblea legislativa si è tenuta la Sessione europea, il momento in cui la Regione recepisce le novità legislative proposte dall’Unione europea e invia all’Ue le proprie priorità. Il Presidente Maurizio Fabbri cita David Sassoli: “Agire insieme, prendersi cura gli uni degli altri, riscoprire il valore delle relazioni nelle nostre comunità. Non è accettabile uno sviluppo senza giustizia, né una crescita senza diritti”

Welfare, diritti, imprese, lavoro, cultura, energia, ambiente e lotta ai cambiamenti climatici. Regione Emilia-Romagna e Unione europea confermano la collaborazione sui principali temi per tenere insieme sviluppo, coesione sociale e sostenibilità ambientale. La rinnovata sinergia tra la Regione e l’Ue è stata confermata dal dibattito in corso in Assemblea legislativa sulla Sessione europea, il momento in cui la Regione recepisce le novità legislative proposte dall’Unione europea e invia all’Ue le proprie priorità.

A fare gli onori di casa è stato il presidente dell’Assemblea legislativa Maurizio Fabbri per il quale “resta attuale il monito di David Sassoli: “Agire insieme, prendersi cura gli uni degli altri, riscoprire il valore delle relazioni nelle nostre comunità. Non è accettabile uno sviluppo senza giustizia, né una crescita senza diritti”. Infatti, il Programma di lavoro della Commissione europea per il 2026 ci restituisce l’immagine di un’Europa chiamata a confrontarsi con trasformazioni profonde, in cui emerge con chiarezza un punto fermo: il modello sociale europeo si conferma così un pilastro imprescindibile. Le politiche di welfare tornano al centro dell’azione europea. Il tema dell’abitare, in particolare, rappresenta oggi una delle principali linee di frattura nelle nostre società: garantire l’accesso alla casa significa intervenire direttamente sulla qualità della vita delle persone e sulla tenuta delle comunità. Allo stesso modo, la politica di coesione si conferma uno strumento essenziale per ridurre i divari tra territori e offrire opportunità più eque. Città, aree interne e territori rurali non sono semplici destinatari delle politiche europee: ne sono protagonisti. È lì che si misura, concretamente, la capacità dell’Europa di promuovere sviluppo, coesione e resilienza”.

“Autonomia strategica, competitività, coesione e qualità della vita, semplificazione sono le parole chiave del programma di lavoro della Commissione europea per il 2026” ha premesso la direttrice della Rappresentanza della Commissione europea a Milano Claudia Colla, sottolineando che “al centro delle politiche, in particolare, c’è il sostegno alle famiglie europee per affrontare le difficoltà quotidiane legate al costo vita e al lavoro. Stiamo lavorando per eliminare la povertà estrema entro il 2030 e tra le azioni principali verrà predisposto un Piano alloggi a prezzi accessibili. La qualità della vita è al centro di un programma ambizioso con 38 nuovi obiettivi politici, tra cui ci sono la sicurezza e la difesa ma anche la coesione sociale e territoriale. Con uno stanziamento di 86,6 miliardi di euro nell’ambito dei piani nazionali del Quadro finanziario pluriennale 2028-2034, l’Italia è tra i primi in Europa per volume di risorse assegnate. L’Unione europea e i territori devono lavorare sempre più insieme”.

In un’epoca segnata dalla ripresa dei conflitti internazionali e da relazioni, a partire dal tema dazi, più complesse tra le due sponde dell’Atlantico, ci sono nuove sfide anche per le Regioni italiane, in primo luogo l’Emilia-Romagna. Sfide ben presenti nelle parole della relatrice di maggioranza, Barbara Lori (Pd), e del relatore di minoranza, Priamo Bocchi (FdI), alla Sessione europea.

Per Lori “serve un’Europa più autonoma e proiettata verso una maggiore competitività economica e digitale, ma che rafforza al contempo il suo modello sociale con uno sguardo attento al futuro delle giovani generazioni. Programmi per le energie rinnovabili, intelligenza artificiale, sviluppo di un cloud europeo sono alcuni degli ambiti su cui come Regione ci siamo espressi, per contribuire a un mercato europeo sempre più solido e per coniugare sicurezza degli approvvigionamenti e indipendenza con sostenibilità ambientale ed economica e in considerazione delle nostre eccellenze agroalimentari continueremo a seguire con attenzione i negoziati per la nuova Politica agricola comune e gli atti contro le pratiche commerciali sleali. Solo con un solido impianto sociale, però, possiamo affrontare le sfide che stiamo attraversando. Vanno in questa direzione gli atti per consolidare il modello sociale europeo: il rafforzamento di Garanzia per l’infanzia, la Strategia contro la povertà, la Strategia per l’equità intergenerazionale, senza dimenticare il tema casa, su cui come Regione stiamo investendo e intervenendo. Colmando le disuguaglianze, rafforzando i diritti e valorizzando l’apporto di ciascuno potremo costruire una società equa e al contempo capace di rafforzare il proprio ruolo nel complesso contesto mondiale”.

Bocchi, invece, ha sottolineato come a livello europeo servano svolte su molti temi e che la Regione Emilia-Romagna deve aver più coraggio nel chiederli. Un esempio: “Abbiamo sempre criticato il green deal per la sua impostazione eccessivamente ideologica e per i costi elevati e il sacrificio richiesto a territori e imprese. Ora, – spiega Bocchi – anche grazie all’azione del nostro partito in sede europea, l’atteggiamento è cambiato, è diventato meno rigido, sono state introdotte misure di flessibilità e i target sono stati rivisti. La pretesa di governare il clima è un’illusione: bene invece proseguire sulla strada della riduzione dell’inquinamento. Su temi importanti come l’energia e lo sviluppo siamo a rincorrere quelli che dovrebbero essere i nostri competitor, tenendo presente anche che molti Stati europei stanno mettendo ostacoli e vincoli al mercato unico, quello che dovrebbe essere il simbolo dell’Ue. L’Europa sta facendo fatica a reggere il passo rispetto a Cina e Stati Uniti, a partire dalla necessità di avere una sovranità digitale. Proprio su questo tema l’Emilia-Romagna, vista la grande concentrazione di soggetti digitali che vi operano, ha una grande responsabilità. Bisogna trovare soluzioni ai problemi del distretto della ceramica alle prese con il caro energia e dare risposta ai problemi dell’emergenza abitativa: la Regione deve modificare le proprie leggi regionali in materia per contribuire a risolvere il problema abitativo. Dobbiamo investire sui giovani e sostenere le famiglie, così come puntare sulla sovranità alimentare puntando sull’agricoltura”. Bocchi ha anche ringraziato la presidente della commissione Bilancio Annalisa Arletti per il lavoro svolto sul tema Sessione europea, dicendo che Arletti sarebbe dovuta intervenire in apertura dei lavori dell’Assemblea odierna, richiesta affermata anche da Ferdinando Pulitanò (FdI).

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(Lucia Paci e Luca Molinari)

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