COMUNICATO
Ambiente e territorio

Sessione europea. Prosegue l’iter in Commissione Territorio: si discute di economia circolare e pacchetto clima

Approvato il parere tecnico. Lori (Pd): “E’ importante che si riesca a far emergere la posizione della Regione Emilia-Romagna per concorrere attivamente alla legislazione europea”. Bocchi (FdI): “Anche grazie all’azione del nostro partito in sede europea, l’atteggiamento è cambiato”

Prosegue, nella commissione Territorio e ambiente, presieduta da Paolo Burani, l’iter della Sessione europea che porterà, entro fine mese, l’Assemblea legislativa ad approvare il documento strategico dedicato alla partecipazione della Regione alle politiche e al diritto dell’Unione Europea.

“Oggi siamo nella fase in cui andiamo ad approvare i pareri tecnici – spiega la relatrice di maggioranza Barbara Lori (Pd) – che costituiranno l’allegato della risoluzione conclusiva, volta a riprendere le posizioni politiche frutto della discussione nelle varie commissioni. E’ importante che si riesca a far emergere la posizione della Regione Emilia-Romagna per concorrere attivamente alla legislazione europea”.

Temi che suscitano preoccupazione, come ha ricordato Lori, sono quelli legati al fondo unico per la coesione e al rischio di centralizzazione, che porterebbe le Regioni ad essere escluse dalla gestione diretta delle risorse. “Vi è poi il tema dell’economia circolare e il pacchetto clima riferito al prossimo decennio – ha proseguito Lori -, che contiene le iniziative di contrasto al cambiamento climatico post 2030 e verso il 2050, con l’obiettivo al 2040 di ridurre le emissioni del 90%. Un pacchetto legato alla necessità di aumentare la quota di rinnovabili dopo il 2030, che vedrà una fortissima accelerazione per la sua definizione. Per l’attuazione dei target sono stati individuati strumenti di flessibilità per compensare eventuali ritardi. Flessibilità richiesta dagli Stati membri, Italia compresa: una rigidità eccessiva avrebbe comportato il rischio di penalizzare le imprese”.

Priamo Bocchi (FdI), relatore di minoranza ha evidenziato: “Abbiamo sempre criticato il green deal per la sua impostazione eccessivamente ideologica e per i costi elevati e il sacrificio richiesto a territori e imprese. Anche grazie all’azione del nostro partito in sede europea, l’atteggiamento è cambiato, è diventato meno rigido, sono state introdotte misure di flessibilità e i target sono stati rivisti. La pretesa di governare il clima è un’illusione: bene invece proseguire sulla strada della riduzione dell’inquinamento”.

Daniele Valbonesi (Pd) ha sottolineato: “Condivido la preoccupazione sul fondo unico per la coesione che potrebbe incidere fortemente sulle politiche della nostra Regione”. “Sul tema del green deal – aggiunge poi il consigliere -, per fortuna l’obiettivo di smontarlo non è riuscito: le difficoltà ci sono, ma c’è una necessità di fondo che ci obbliga a non cambiare direzione”.

“La questione del cambiamento climatico è ineludibile – ha concluso il presidente Burani -. Anche a fronte di una revisione dei parametri e dell’introduzione di criteri di flessibilità, resta comunque un gran lavoro da fare e il 2040 non è lontano”.

Il parere tecnico è stato approvato con i voti favorevoli delle forze di maggioranza e quelli di astensione dei componenti di minoranza presenti in commissione.

(Brigida Miranda)

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