COMUNICATO
Scuola giovani e cultura

Sessione europea. Regione e Ue unite sulla ricerca tecnologica a partire da DAMA

In commissione Giovani e Scuola è stata presentata una proposta legislativa per colmare il gap di innovazione dell’UE e una Tabella per il 2030 per le competenze digitali nel mondo dell’istruzione. L’assessore Davide Baruffi: “DAMA si trova a Bologna ma è un’infrastruttura costruita per l’Europa. Spero che anche il governo nazionale pensi sia casa sua. La vicenda Italia Meteo lascia basiti”

Emilia-Romagna e Unione europea credono nell’innovazione tecnologica, a partire dalla valorizzazione del Tecnopolo di Bologna di cui si ribadisce il ruolo strategico anche alla luce della vicenda del trasferimento a Roma di ItaliaMeteo.

La conferma dell’impegno comune è arrivata nel corso della commissione Giovani e Scuola, presieduta da Maria Costi, in occasione della Sessione europea 2026 durante la quale è stata presentata Spazio europeo della Ricerca, il documento della Commissione europea dedicato appunto alla riduzione delle diseguaglianze digitali attraverso il superamento della frammentarietà del quadro normativo.

A fare gli onori di casa è stata la presidente Costi che ha ricordato come “ci stiamo occupando di tematiche fondamentali perché riguardano il futuro dei nostri ragazzi: ci fa piacere sentire che l’Europa si voglia dotare di un’infrastruttura in questo ambito strategico”. A esprimere la posizione della Giunta, invece, l’assessore Davide Baruffi per il quale “l’Europa guarda alla ricerca come a un’infrastruttura collettiva e per un territorio come la nostra regione è un elemento sempre più strategico, in quanto può consolidare la nostra capacità di attrarre talenti e rappresentare una componente essenziale della politica industriale. A Bologna, c’è DAMA: si trova a Bologna ma è un’infrastruttura costruita per l’Europa. Spero che anche il governo nazionale pensi sia casa sua. Stanno investendo molte risorse, poi succedono cose come Italia Meteo che lasciano basiti. Come Emilia-Romagna chiediamo al governo e all’UE di essere coerenti con questa visione”.

Sull’importanza della ricerca anche la consigliera Anna Fornili (Pd) che ha evidenziato come il rafforzamento della capacità di competere a livello globale sia fondamentale per il sistema Paese. Inoltre, ha parlato della precarietà dei ricercatori: “È il motivo per cui viene abbandonata questa carriera dai giovani, mentre è fondamentale per lo sviluppo. Penso che la risposta sia nell’Europa: bisogna dare priorità a questi investimenti e sostenere la cooperazione scientifica. Infine, riguardo al mondo della scuola è importante indicare una strada”.

Sul piano tecnico la posizione della Regione è stata espressa da Elisabetta Maini, Responsabile del Settore Ricerca e internazionalizzazione delle imprese della Giunta regionale che ha ricordato come “la Commissione europea nel terzo trimestre 2026 presenterà proposte per rafforzare gli investimenti in ricerca e sviluppo al fine di favorire la libera circolazione dei ricercatori e della conoscenza scientifica, condizioni e carriere dei ricercatori e misure a difesa dei valori fondamentali dello Spazio europeo della ricerca: tutela della libertà scientifica, etica e integrità della ricerca e dell’innovazione, parità di genere e pari opportunità. Tutto questo, per ridurre il gap tra UE e le grandi potenze che lavorano su ricerca e innovazione come USA e Cina. Dobbiamo affermare la ‘quinta libertà’ nel mercato unico europeo: libera circolazione dei ricercatori, dei risultati della ricerca e dell’innovazione, della tecnologia”. Sulla stessa linea Francesca Maltauro, Deputy Head dell’Unità istruzione digitale presso la Direzione generale per l’Istruzione e la Cultura della Commissione Europea, che ha illustrato la Tabella di marcia per il 2030 sul futuro dell’istruzione e delle competenze digitali: “Il mondo va velocissimo, quindi, era necessario riproporre una nuova tabella di marcia per il 2030. Fra gli obiettivi, sostenere un’infrastruttura europea per la digitalizzazione e il benessere digitale. Per l’intelligenza artificiale, in particolare, stiamo lavorando per definire un quadro di competenze necessarie per gli studenti e per gli insegnanti affinché sia etica”.

(Giorgia Tisselli)

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