COMUNICATO
Scuola giovani e cultura

Settimana legalità. Emilia-Romagna, tante voci contro il bullismo in Assemblea legislativa

A portare le loro testimonianze nella sede dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna sono stati Flavia Rizza, vittima di bullismo e testimonial della Polizia Postale per la campagna di sensibilizzazione contro il bullismo, e Vincenzo Vetere, Presidente dell’Associazione Contro il Bullismo Scolastico (ACBS)

“Non siete soli, parlate con noi, gli adulti sono qui per ascoltarvi”. Questo il messaggio che è arrivato nel corso dell’incontro svoltosi questa mattina, su bullismo e cyberbullismo, nella sala Guido Fanti dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, nell’ambito della Settimana della legalità.

Si tratta dell’evento finale del percorso denominato “La costruzione di un amore-Azioni e Re(l)azioni. Coltivare connessione ed educare all’altro”, realizzato dall’Associazione Dry-Art, all’interno del progetto “Concittadini”. Presenti in sala i ragazzi e le ragazze degli istituti comprensivi 8, 17 e 18 di Bologna e delle scuole secondarie dei comuni di Castiglione de’ Pepoli, Camugnano, Lagaro e San Benedetto Val di Sambro insieme ai dirigenti scolastici Francesca Baldelli (IC 8), Emanuela Curatolo (IC 17), Marianna Dimauro (IC 18), Barbara Di Roberto (IC Castiglione-Camugnano-San Benedetto) e i docenti referenti del progetto.

A portare i saluti sono stati il presidente dell’Assemblea legislativa Maurizio Fabbri e la referente dell’Ufficio scolastico regionale Chiara Brescianini.

“Benvenuti nella nostra casa comune – ha esordito il presidente Maurizio Fabbri -. La sede dell’Assemblea è un luogo importante, vogliamo che sia vivo e che qui si parli delle cose che riguardano tutti noi. Perché il bullismo e il cyberbullismo sono problemi che possono presentarsi a ogni età”. “Parlare di legalità vuol dire anche parlare di giustizia – ha proseguito Fabbri -. Le nostre porte sono sempre aperte e siamo qui soprattutto per ascoltarvi, per trovare insieme soluzioni giuste e condivise, perché nessuno ha la verità in tasca e perché solo insieme possiamo migliorare la vita di tutti, un passo alla volta, e per una società più giusta”.

Sulla stessa linea l’intervento di Chiara Brescianini, referente dell’Ufficio scolastico regionale, che ha puntato l’attenzione sulle scelte che ragazzi e ragazze devono compiere ogni giorno: “Da soli non si arriva a trovare soluzioni – ha detto -. In Emilia-Romagna ci sono circa 600mila studenti e dietro questi numeri ci sono persone con le loro sfide. Le leggi sul bullismo hanno più uno sfondo repressivo, ci dicono cosa fare quando avviene qualcosa di brutto. Ma prima di arrivare a questo ci sono tante sfumature e dietro queste sfumature ci siete voi, con le vostre scelte. Nel vostro cammino avrete sempre di fronte delle scelte, che implicano responsabilità, percorsi e riflessioni”.

A entrare nel dettaglio del percorso è Massimiliano Martines, docente in corsi di formazione sull’organizzazione culturale e la comunicazione sociale e fra i fondatori dell’Associazione Dry-Art, accompagnato dalle letture dell’attrice Rossella Dassu.

“Si tratta di un percorso di contrasto e prevenzione ai fenomeni del bullismo e del cyberbullismo – spiega  -, rivolto alle scuole di ogni ordine e grado ma anche a contesti extrascolastici, come quelli socio-educativi”.  “Il fenomeno viene analizzato attraverso tre parole chiave: desiderio, empatia, autostima – prosegue poi Martines -. Il tutto, senza avere atteggiamenti stigmatizzanti verso il bullo o la bulla, ma coinvolgendo tutta la comunità scolastica”. Alla fine del percorso vengono poi realizzati materiali didattici multimediali (come video, podcast ma anche spettacoli). L’approccio alla rete, l’influenza della vita on-line su quella off-line, la consapevolezza dell’uso degli strumenti web sono altri argomenti trattati lungo questo percorso. “Quando siamo on line, soprattutto sui social media, la nostra identità appare eccessivamente frammentata, polverizzata. Questo percorso vuole aiutare ragazzi e ragazze a ricostruire l’immagine di sé, a partire dall’amor proprio e quello per l’altro e l’altra”. A questo, si affiancano formazioni specifiche per la comunità educante (genitori, familiari, insegnanti). “Ai genitori dico sempre di preoccuparsi quando nella camera del proprio figlio c’è troppo silenzio. Perché i ragazzi devono fare rumore, parlare, protestare, essere lì con la loro voce”, sottolinea Martines.

Non è mancato il ricordo di Carolina Picchio che a 14 anni, nel 2013, si tolse la vita dopo essere stata vittima di cyberbullismo e alla quale è dedicata la prima legge per la prevenzione e il contrasto al cyberbullismo. “Perché di bullismo e cyberbullismo si può morire – ha detto Martines -. E io voglio ringraziare Flavia e Vincenzo che hanno messo il loro dolore al servizio della comunità, così come il papà di Carolina che ha creato la Fondazione che porta il nome di sua figlia”.

A portare le loro testimonianze, le loro storie di dolore e di rinascita, sono stati infatti Flavia Rizza, vittima di bullismo e testimonial della Polizia Postale per la campagna di sensibilizzazione contro il bullismo, e Vincenzo Vetere, Presidente dell’Associazione Contro il Bullismo Scolastico (ACBS).

“Ho subito atti di bullismo per tanti anni della mia vita, dalle elementari alle superiori – ha raccontato Vincenzo Vetere -. Chi subisce sa che sta subendo ma non si rende conto di essere una vittima. Loro ridevano e l’unico a non ridere ero io: e, come dico sempre, è uno scherzo quando si ride in due. Le conseguenze sono per tutta la vita e io sono fortunato a essere qui e sono qui anche per coloro che non hanno la fortuna di poter raccontare ciò che hanno subito”.

“Nel 2016 sono diventata testimonial della campagna contro il bullismo perché l’anno prima avevo incontrato la Polizia di Stato e avevo raccontato la mia storia – spiega Flavia Rizza -. Io sono cresciuta in contesti molto difficili di periferia romana, chi mi bullizzava aveva situazioni familiari disastrose. E venivo presa in giro per il mio peso, perfino perché mi piaceva andare a scuola. Ma quella curiosità, la passione per la musica, per la recitazione, sono stati un rifugio per me”. Flavia ripercorre con commozione la sua storia: “Venivo spintonata in mezzo alla strada, le mie cose venivano lanciate dalla finestra. E a un certo punto rischi di incattivirti e il passaggio da affrontare è non diventare bullo anche tu che sei vittima. Io ho creduto ai miei insegnanti e ai miei genitori che mi dicevano che non ero sbagliata. E per questo dico: parlate con gli adulti di riferimento, fate in modo che vi ascoltino, perché un dolore condiviso fa molto meno male”.

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(Brigida Miranda)

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