La Giunta aggiorni l’ammontare delle risorse pubbliche ancora non spese o non liquidate per la ricostruzione pubblica post-sisma 2012, distinguendo tra programma delle opere pubbliche e dei beni culturali, programmi operativi post-emergenziali e cofinanziamenti e fondi integrativi.
A chiederlo, in un’interpellanza, è Annalisa Arletti (FdI) che ricorda come “il programma delle opere pubbliche e dei beni culturali – hanno sottolineato i consiglieri Arletti e Ferdinando Pulitanò che ha sottoscritto l’interpellanza – rappresenta oggi l’asse principale della ricostruzione pubblica, con 1.729 interventi complessivi, un fabbisogno stimato pari a 1.666.712.642,96 euro, cofinanziamenti per circa 557.777.722,93 euro, una copertura finanziaria complessiva pari a circa 94,75% del fabbisogno, lasciando scoperti oltre 87 milioni di euro. A fronte di un quadro finanziario rilevante, l’avanzamento effettivo della spesa risulta ancora parziale: circa 444 milioni di euro liquidati sul Programma opere pubbliche e beni culturali, un avanzamento finanziario complessivo intorno al 45%, solo 574 interventi saldati, pari a circa il 21% degli interventi finanziati. Inoltre, il monte complessivo delle risorse in campo per la ricostruzione pubblica ammonta a circa 2,04 miliardi di euro, ma alla data del rapporto risultano liquidati circa 1,35 miliardi, con una quota significativa di risorse ancora non spese o non pienamente utilizzate”.
La risposta della Giunta è affidata alle parole dell’assessore al Bilancio Davide Baruffi per il quale “siamo passati dalla situazione di emergenza alle attività ordinarie di ricostruzione provando a inserire tutto nella nuova Legge quadro e c’è una piena continuità. La parte più lenta della ricostruzione riguarda le opere pubbliche: al 31 gennaio del 2026, nel momento in cui si è tirata la famosa riga nel passaggio delle consegne, lo stato di avanzamento circa le risorse non spese e non liquidate era per il programma delle opere pubbliche pari a 481 milioni (quindi il 31% delle risorse disponibili) e a 57 milioni per quanto riguarda i programmi operativi post emergenziali, l’ 11% di quelle non disponibili. Il supporto dell’agenzia è stato presente lungo tutto il processo e per conto del commissario l’agenzia ha garantito massima assistenza nell’attuazione del programma. Ricordo, ad esempio, che sono stati realizzati 800 incontri tecnici. In alcuni casi il commissario si è sostituito ai comuni per risolvere alcune situazione di estrema criticità e sono state attivate specifiche collaborazioni sui singoli interventi. Laddove il governo non ha provveduto a coprire risorse è stato predisposto un fondo integrativo che consente di avviare le attività di progettazione. Ad oggi sul detto fondo risultano assegnate ai soggetti risorse per 2 milioni di euro, che sono intervenute incrementando la documentazione economica di interventi già finanziati per circa 16 milioni di euro. Arriviamo così a cubare circa 25 milioni come proiezione. Non sono preoccupato per la risoluzione dei problemi ma che non siano sufficienti e che non si tenga conto che ci sono delle risorse disponibili sul fondo per la ricostruzione previsto dalla legge che ha permesso di attuare la ricostruzione privata. Ricordo inoltre tutte le attività messe in campo dal commissario”.
Nella sua replica Arletti ha sottolineato che “la nomina a commissario straordinario per la ricostruzione del presidente è un fatto positivo che denota attenzione nei confronti del territorio. Finita l’emergenza ora si aprirà una fase ancora più delicata e la ricostruzione deve diventare una priorità. Se non rafforziamo il ruolo della Regione il rischio è che parte delle risorse non vengano utilizzate, quindi avere un focus specifico deve essere fondamentale. Bene per il fondo dinamico di finanziamento per accelerare l’avvio di cantieri ed evitare il blocco degli interventi. La ricostruzione privata è già quasi terminata, anche grazie operosità della popolazione, mentre meno della metà degli interventi sono stati realizzati per opere pubbliche: per questo credo sia fuorviante parlare di risorse mancanti”.
(Luca Molinari e Irene Gulminelli)


