La Giunta solleciti, in tutte le sedi nazionali competenti, la revisione di protocolli, regolamenti tecnici e normative per garantire agli atleti con disabilità il diritto a partecipare a tutte le competizioni sportive. A chiederlo, attraverso una risoluzione, è il consigliere Vincenzo Paldino (Civici con de Pascale). Nell’atto di indirizzo il riferimento va, in particolare, agli atleti non vedenti, affinché per loro sia riconosciuto l’utilizzo del cordino, necessario per guidarli durante la competizione, come ausilio legittimo.
“In Italia, un atleta non vedente, che vuole correre una maratona, ha a disposizione, nel 2026, solo due gare, quella di Bologna e di Roma – spiega Paldino -. Questo accade perché il regolamento Fidal considera l’utilizzo del cordino, indispensabile per la guida dell’atleta cieco, come un aiuto non legittimo che falsifica la prestazione”.
“L’atleta non vedente – prosegue il consigliere – può partecipare solo alle gare convenzionate con la Federazione italiana sport paralimpici e sperimentali, che sono pochissime. Se partecipa a una gara non convenzionata, rischia la squalifica all’arrivo”. L’attuale impianto normativo, secondo Paldino, appare pertanto in contrasto con il principio di uguaglianza sostanziale previsto dalla Costituzione e con i principi sanciti dalla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità.
Da qui l’atto di indirizzo con il quale si impegna la Giunta a farsi parte attiva nelle sedi nazionali per sollecitare la modifica delle norme e a continuare, nel contempo, nel suo lavoro di inclusione sportiva. All’esecutivo regionale, inoltre, si chiede, in caso di modifica delle norme, di valutare interventi legislativi regionali per garantire l’accessibilità e la piena partecipazione degli atleti con disabilità visiva alle competizioni sportive regionali.
(Brigida Miranda)


