La Regione prenda posizione sull’hub logistico di Altedo, in provincia di Bologna.
A chiederlo, in un’interrogazione, è la consigliera Giulia Gibertoni (Gruppo Misto), che ripercorre l’intera storia dell’infrastruttura, cita gli ultimi aggiornamenti contenuti nei Comunicati ufficiali degli Enti Locali interessati e interroga la Giunta per capire la compatibilità dell’opera con gli impegni della Regione sulla tutela ambientale e il consumo di suolo.
Da qui l’atto ispettivo per sapere dall’esecutivo regionale “se l’approvazione con la delibera di Giunta regionale recante ‘Parere motivato in merito alla valutazione ambientale del “Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) della Città Metropolitana di Bologna – adottato con atto del Sindaco metropolitano n. 248, del 27 novembre 2018”’, in cui è contenuta la valutazione ambientale strategica positiva di detto Piano Urbano della Mobilità Sostenibile e, quindi, dei suoi piani collegati, fra cui il Piano Urbano Logistica Sostenibile, non configuri un’assunzione di responsabilità dell’esecutivo regionale in merito alle ripercussioni ambientali anche della sezione del Piano che contiene ‘Promozione dei Grandi Hub Logistici’, fra i quali il polo logistico di Altedo-San Pietro in Casale”.
La capogruppo, inoltre, vuole sapere “come sia conciliabile la “Strategia di mitigazione e adattamento per i cambiamenti climatici della Regione Emilia-Romagna”, approvata con dalla Regione nel 2019, con la nascita e proliferazione di grandi hub della Logistica come quello di Altedo e come si ripercuoterà sulla qualità dell’aria del bacino padano e della pianura bolognese, in particolare, la nascita di questo grande polo logistico ad Altedo nonché la futura proliferazione di altri grandi poli logistici, a partire degli altri tre previsti nella pianura bolognese a Valsamoggia, Imola e Castel Pietro per un totale di 300-400 ettari”.
Quesiti che si riassumono nell’ultimo punto dell’atto ispettivo di Giulia Gibertoni: “La Regione vuole offrire il territorio emiliano-romagnolo all’aumento, di fatto incontrollato, considerata la corsa di ciascun ente locale ad offrire il proprio territorio, di queste piattaforme logistiche e, quindi, a un settore, quello della grande logistica, che è “un insieme di tecniche e protocolli che consentono alle imprese di cercare i salari più bassi in qualsiasi parte del mondo” insieme alle più convenienti condizioni ambientali e fiscali”.
(Luca Molinari)


