COMUNICATO
Ambiente e territorio

Territorio Bologna. Mastacchi (Rete Civica): Piano territoriale metropolitano da rivedere, coinvolgere i Comuni

Una dettagliata risoluzione pone temi molto stringenti su urbanistica e servizi e chiede alla Giunta di tenerne conto nel proprio Atto di coordinamento tecnico del Piano Territoriale Metropolitano di Bologna

La Regione agisca in modo che le norme del nascente Piano Territoriale Metropolitano (Ptm) di Bologna non siano in contrasto con quelle dei Comuni e si valorizzi, anzi, il ruolo delle amministrazioni locali.

A chiederlo, in una risoluzione, è il consigliere Marco Mastacchi (Rete Civica) che impegna la Giunta “a prevedere nel proprio Atto regionale di coordinamento tecnico, ancora da emanare, che le misure del PTM in regime di salvaguardia non debbano essere interpretate in senso impeditivo rispetto alla possibilità di recuperare, a fini abitativi, edifici siti nella aree rurali, qualora tale possibilità sia prevista e/o ammessa negli strumenti urbanistici comunali”.

Fra gli altri punti della risoluzione c’è quello di “operare affinché si determini una modifica radicale di prospettiva delle disposizioni del PTM, che sono palesemente in contrasto con la strategia regionale del ‘consumo di suolo a saldo zero’ delineata dalla competente legge regionale del 2017, affinché venga restituita ai Comuni una maggiore flessibilità relativamente all’uso dei propri territori, flessibilità che consenta di tenere conto delle caratteristiche geo-morfologiche e delle esigenze delle comunità che li popolano, diretta ad ostacolare lo spopolamento del nostro Appennino e a incentivare il trasferimento di famiglie e di giovani coppie, ottimizzando i servizi che già esistono sul territorio, dando la possibilità di realizzare civili abitazioni con il cambio di uso di vecchi fienili e/o stalle, di effettuare eventuali ampliamenti fuori dai centri abitati o di recuperare fabbricati collabenti tipici dei nostri borghi”.

Mastacchi, infine, vuole che l’amministrazione regionale “condivida con le autorità locali che gli strumenti urbanistici vigenti conservino pienamente la loro efficacia e continuino a regolamentare gli interventi sul territorio comunale sino all’approvazione dei nuovi strumenti urbanistici previsti dalla legge regionale in materia del 2017”.

(Luca Molinari)

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