COMUNICATO
Ambiente e territorio

Territorio. FdI: “La Regione motivi la proroga del bando di rigenerazione urbana 2021-2027”

Pulitanò e Arletti interrogano l’esecutivo sostenendo che ulteriori proroghe potrebbero alterare le condizioni originarie del bando

La Regione spieghi perché sono stati prorogati i termini previsti dal bando di rigenerazione urbana Fsc 2021-2027 e se è stata effettuata una ricognizione dei Comuni che non hanno partecipato al bando perché impossibilitati a rispettare i termini inizialmente previsti. E’ l’oggetto di un’interrogazione di Ferdinando Pulitanò (FdI) sottoscritta anche da Annalisa Arletti.

“Il bando – ha precisato il consigliere – prevedeva tempistiche vincolanti per l’avvio e la conclusione degli interventi, elemento determinante ai fini della partecipazione degli enti locali. Successivamente, la Regione ha disposto una proroga dei termini, stabilendo l’inizio lavori entro il 30 novembre 2026 e la conclusione entro il 31 marzo 2029. Le tempistiche inizialmente previste rappresentavano una condizione essenziale per garantire serietà, cantierabilità immediata e parità di trattamento tra gli enti partecipanti. Diversi enti locali potrebbero aver rinunciato a partecipare proprio in ragione dell’impossibilità di rispettare i termini originariamente fissati dal bando. Risultano inoltre dubbi in merito alla reale disponibilità delle aree oggetto di intervento da parte di alcuni enti beneficiari, nonché allo stato delle procedure di acquisizione o esproprio
necessarie per l’attuazione delle opere finanziate”.

“Eventuali proroghe successive alla graduatoria rischiano di alterare le condizioni originarie del bando – ha proseguito Pulitanò – determinando possibili disparità di trattamento tra i Comuni partecipanti e quelli che hanno scelto di non aderire proprio per il rispetto delle tempistiche. E’ quindi necessario comprendere se la proroga sia stata motivata da criticità generalizzate o da esigenze riconducibili a specifici enti beneficiari e se i Comuni finanziati disponessero, già al momento della candidatura, della piena disponibilità delle aree e di un adeguato livello di progettazione e cantierabilità”.

Ciò premesso i consiglieri interrogano la Regione per sapere se “intenda consentire l’avvio parziale degli interventi rispetto ai progetti originariamente presentati e finanziati” e se, nel caso di rinuncia, revoca o decadenza dei contributi da parte di enti beneficiari “procederà allo scorrimento della graduatoria a favore di altri enti esclusi o destinerà le eventuali risorse residue a nuovi bandi di rigenerazione urbana o ad altri interventi prioritari per i Comuni, compresi i servizi scolastici e le ore di assistenza educativa e di  sostegno”.

(Lucia Paci)

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