COMUNICATO
Ambiente e territorio

Territorio. FI: “La Regione faccia di più per la difesa della costa”

Vignali e Castaldini chiedono interventi e tempistiche certe oltre alla definizione di un Piano straordinario pluriennale di difesa e consolidamento della costa

La Regione deve fare di più per la difesa della costa alla luce delle criticità diffuse lungo l’intero litorale adriatico: con l’avvicinarsi della stagione balneare la Regione non ha ancora definito quantitativi, cronoprogrammi e coperture finanziarie dei ripascimenti in diversi tratti costieri. Forza Italia ha presentato un’interrogazione a prima firma Pietro Vignali e sottoscritta da Valentina Castaldini per sollecitare l’esecutivo a predisporre un Piano straordinario pluriennale di difesa e consolidamento della costa, con risorse e tempi certi, e a istituire un coordinamento permanente con tutti i Comuni costieri e le associazioni di categoria per adottare una visione unitaria e strutturale.

“In questi giorni è altissimo l’allarme relativo al rischio di cedimento del sistema di dune a Lido di Volano, Lido Spina e Lido Pomposa (Ferrara) con possibili gravi conseguenze per gli stabilimenti balneari e l’abitato retrostante – hanno precisato i consiglieri -. Questo episodio non costituisce un fatto isolato ma rappresenta l’ennesimo segnale di una fragilità strutturale che interessa l’intera costa adriatica emiliano-romagnola, messa a dura prova delle mareggiate di questo inverno che hanno aggravato l’erosione”.

“La difesa del suolo, la tutela dell’ambiente costiero e la Protezione civile rientrano tra le responsabilità primarie della Regione – hanno proseguito Vignali e Castaldini – ma in diversi comuni non sono ancora noti i quantitativi di sabbia previsti per i ripascimenti ordinari e il maxi ripascimento, previsto con cadenza quinquennale, non ha ancora una programmazione evidente. La reiterazione di interventi emergenziali, privi di una visione strategica pluriennale, espone il territorio a danni economici e ambientali rilevantissimi. Senza una politica strutturale di difesa della costa non vi è tutela del turismo, non vi è stabilità economica e non vi è prospettiva per intere comunità costiere”.

Da qui l’atto ispettivo per avere informazioni precise sui maxi ripascimenti, per sapere se verranno ripristinate dighe foranee e scogliere rimodulando la linea attuale che si dimostra non sufficiente e, infine, quali risultati concreti ha prodotto la sperimentazione dei sistemi w-mesh (barriere soffolte antierosione) dopo cinque anni e quali decisioni definitive si intendano assumere.

(Lucia Paci)

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