COMUNICATO
Ambiente e territorio

Territorio Valsamoggia. Domenica 3 maggio sarà inaugurata la torre campanaria di Oliveto dopo il restauro conservativo, alla presenza del presidente dell’Assemblea legislativa Maurizio Fabbri: “La Regione crede nei borghi appenninici vivi e popolati”

L’intervento è costato 233mila euro di cui 150mila provenienti dal PNRR. Con la torre, si aggiunge un altro tassello al ripristino del borgo tanto amato da don Dossetti: qui operano infatti le Piccole sorelle dell’Annunziata

Una torre campanaria che torna a mostrarsi in tutto il suo splendore nel centro di un borgo medievale.

Sarà inaugurata infatti domenica 3 maggio alle ore 16 la Torre Campanaria di Oliveto nel Comune di Valsamoggia. Un piccolo borgo raccolto, con oltre mille anni di vita, che lo hanno visto essere fortezza, borgo e persino sede di un Comune e che oggi acquisisce una notevole rilevanza anche dal punto di vista turistico. Il restauro e il consolidamento sismico della Torre hanno richiesto due anni. L’investimento è stato pari a 233mila euro di cui 150mila provenienti dal PNRR. Anche i cittadini hanno contribuito tramite raccolte fondi.

La Regione ha avuto un ruolo nella pianificazione e destinazione dei fondi PNRR ed inoltre ha supportato le operazioni di progettazione, restauro e rendicontazione tramite il Settore patrimonio culturale.

“Ho accolto volentieri l’invito del parroco don Tommaso Rausa a partecipare a questa cerimonia – commenta il presidente dell’Assemblea legislativa Maurizio Fabbri – che rappresenta un traguardo rilevante per la comunità di Oliveto ma non solo. La cura del territorio, del paesaggio e della nostra storia, infatti, non rappresenta un esercizio nostalgico, ma una valorizzazione del nostro patrimonio che la Regione persegue. Dobbiamo continuare a reperire risorse affinché i borghi siano vivi e popolati. Colgo l’occasione per ringraziare tutti i cittadini che si sono impegnati per questi lavori e le sorelle della Piccola Famiglia dell’Annunziata che hanno reso questo un luogo di accoglienza, caro agli insegnamenti di don Giuseppe Dossetti, profondamente legato al nostro Appennino. Non è un caso se qui ha trascorso gli ultimi anni di vita”.

La torre restaurata rientra in un piano di recupero architettonico di edifici che ha già visto la ristrutturazione dell’Oratorio di Santa Maria delle Grazie e della Chiesa di San Paolo, compresi l’organo antico e alcune preziose tele. Oltre al consolidamento strutturale e antisismico, il recupero del bene consentirà di conservare una raccolta di volumi sui temi di interesse storico ed etnografico dell’area.

L’intervento

L’intervento di restauro con miglioramento sismico ha restituito alla torre un aspetto più vicino all’originale: è stata infatti rimossa la finitura in cemento di bassa qualità, applicata negli anni Quaranta, per consentire il ripristino delle mura esterne ed interne mediante la stuccatura dei giunti, utilizzando la calce di antico intonaco rinvenuta anche in altri edifici della borgata. Eliminate anche le tre catene a vista poste a sostegno della torre, piuttosto sgradevoli da vedere, sostituite con catene inglobate nella muratura.

Anche per gli interni i tecnici sono stati attenti al rispetto della natura originaria senza trascurare le esigenze della fruizione attuale: stuccate e intonacate diverse pareti, allestita una sala lettura da cui diparte una scala metallica che porta ad un ballatoio leggero, da dove si può ammirare la cella campanaria di cui è stato totalmente ripristinato il piano di calpestio.

Il recupero ha previsto poi il rifacimento delle scale di accesso e degli infissi, l’installazione del riscaldamento e dell’impianto elettrico, il rifacimento dei pavimenti e il riposizionamento dei coppi in copertura.

Cenni storici

La Torre Campanaria è parte della Chiesa dedicata a San Paolo, le cui prime testimonianze risalgono al 1033.  La chiesa di Oliveto e la sua torre sono attualmente affidate ad un nucleo della Piccola Famiglia dell’Annunziata, comunità monastica nata nel 1954 e dedita alla preghiera, al lavoro e allo studio, nata dall’esperienza spirituale e civile di don Giuseppe Dossetti, che trascorse gli ultimi anni della sua vita presso la chiesa di San Paolo a Oliveto.

La struttura è compresa nell’antico borgo di Oliveto, che prende il nome dalla collina sui cui sorge, detta di Monte Oliveto, poiché coperta di ulivi sino al 1728. Ulivi che però insieme alla lavanda stanno tornando a caratterizzare il paesaggio. Per la sua posizione panoramica fu la sede designata per il castello del Comune indipendente di Monteveglio, dichiaratosi tale nel 1131. La torre Campanaria odierna è il risultato della trasformazione di un mastino difensivo di quel castello, distrutto nel 1428.

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