La commissione Territorio, Ambiente, Mobilità ha espresso parere favorevole (Pd e Sel; astenuti M5s, Ln e Fdi-An) sulla delibera di Giunta che contiene gli indirizzi 2016-18 in materia di programmazione e amministrazione del trasporto pubblico regionale e locale. L’atto, conseguente alla L.r. 30/1998, sarà ora iscritto all’ordine del giorno dell’Assemblea legislativa, presumibilmente convocata l’8 settembre.
In precedenza, l’assessore Raffaele Donini e i tecnici avevano illustrato i dati essenziali del monitoraggio sul trasporto pubblico 2014.
È noto l’obbligo di copertura di almeno il 35% del costo da parte degli utenti: in Emilia-Romagna, risulta che l’effettiva copertura si attesti sul 43%. Al taglio dei trasferimenti statali, la Regione ha fatto fronte con risorse proprie. Fra i dati più significativi, sono 308 milioni i viaggiatori/anno, in lieve aumento rispetto al 2013, nonostante un calo nel trasporto su ferro. Nel settore del trasporto pubblico locale (Tpl) sono impiegate 7.200 persone, il 7,2% in meno rispetto al 2009; il personale di guida compie una media di 43.000 chilometri all’anno (9,1% in più rispetto al 2009). Sulla nostra rete ferroviaria – in media 900 treni al giorno – circolano 42,5 milioni di passeggeri/anno, circa 146.000 al giorno; la rete ferroviaria si distribuisce lungo 1.400 chilometri, 1.050 dei quali dello Stato e 350 della Regione.
Donini ha poi sottolineato alcuni aspetti cruciali dell’atto di indirizzo che la Giunta consegna all’Assemblea. Vengono confermati nel 2016 gli stanziamenti regionali previsti nell’ultimo bilancio. A seguito della conclusione della “gara del ferro”, fra il 2018 e il 2019 avverrà la completa sostituzione del materiale rotabile, ma già fra ottobre 2015 e luglio 2016 verranno introdotti 7 nuovi treni e altrettanti entro i primi mesi del 2017. La Regione investirà 60 milioni di euro per rinnovare il parco autobus e filobus (età media superiore ai 12 anni), con il risultato di sostituire annualmente almeno il 10% del totale. Viene altresì posto l’obiettivo di ridurre il numero delle Agenzie locali per la mobilità, con presidi tecnici territoriali che confermino le funzioni di controllo del trasporto pubblico, puntando a farle coincidere con il perimetro delle “aree vaste interprovinciali” previste dalla nuova legge regionale di riordino istituzionale.
Per garantire il mantenimento del Tpl in un quadro di compatibilità tra i livelli di servizio necessari e i vincoli di natura economica e finanziaria, verrà incentivata la cultura della “buona mobilità”, tendendo a ridimensionare l’uso del mezzo privato negli spostamenti casa-lavoro e casa-scuola, e puntando su ogni altra forma di mobilità sostenibile; in particolare, sulla bicicletta, posto l’obiettivo del 20% degli spostamenti entro il 2025, si punta a passare dal 10 al 13% entro il 2018. Ancora, si cercherà di facilitare l’intermodalità nelle sue varie forme: le stazioni ferroviarie sono destinate a trasformarsi in luoghi di interscambio dei viaggiatori fra i collegamenti ferroviari a lunga e media distanza e quelli regionali; nelle città, andranno privilegiate modalità di accesso imperniate sul sistema dei taxi, bike e car sharing, car pooling, ciclabilità privata, parcheggi di interscambio. Inoltre, si afferma la necessità di prevedere l’adozione del Piano Urbano Mobilità Sostenibile (Pums) almeno da parte dei Comuni capoluogo e della Città metropolitana di Bologna, condizione necessaria per accedere ai finanziamenti europei 2014-2020.
Nel confronto con l’assessore, sono intervenuti i consiglieri Tommaso Foti (di-An), Manuela Rontini (Pd), Lia Montalti (Pd) e Igor Taruffi (Sel).
(Tutti gli atti consiliari – dalle interrogazioni alle risoluzioni, ai progetti di legge – sono disponibili on line sul sito dell’Assemblea legislativa al link: http://www.assemblea.emr.it/attivita-legislativa)
(rg)


