COMUNICATO
Infrastrutture e trasporti

Trasporti Rimini. Pd: “Tempi di chiusura troppo lunghi per il passaggio a livello di Rivabella”

Interrogazione a firma Parma e Petitti, che vogliono anche sapere dalla giunta regionale quanti siano i passaggi a livello ancora attivi sulla rete regionale e quali le previsioni rispetto al loro superamento

“L’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali (Ansfisa) ha previsto, sul tema sicurezza, chiusure più lunghe per i passaggi a livello dotati di mezze sbarre: fra questi rientra anche quello di Rivabella di Rimini (di via XXX Marzo 1831), sulla tratta Ravenna-Rimini (di competenza di RFI), con tempi di chiusura più che triplicati”.

La denuncia arriva da Alice Parma e Emma Petitti del Partito democratico, che hanno presentato un’interrogazione alla giunta regionale.

“Oltre agli evidenti disagi per la cittadinanza, in particolare nei momenti di entrata e uscita da scuola e dal lavoro, con problemi ancora maggiori in concomitanza di eventi fieristici, il rischio è di arrivare alla completa paralisi della città durante la stagione turistica, peraltro ormai imminente,”, sottolineano Alice Parma e Emma Petitti.

Le due consigliere rilevano, poi, che “nella scorsa legislatura la Regione Emilia-Romagna ha investito ingenti risorse sull’elettrificazione della linea di propria competenza e sull’implementazione delle misure di sicurezza, che hanno portato, fra l’altro, alla soppressione di 15 passaggi a livello”.

Per queste ragioni Alice Parma e Emma Petitti sollecitano l’esecutivo regionale, con la stagione turistica alle porte, a intervenire sul problema del passaggio a livello di Rivabella. Vogliono poi sapere quanti siano i passaggi a livello ancora attivi sulla rete regionale e quali le previsioni rispetto al loro superamento.

(Cristian Casali)

La comunicazione istituzionale del Servizio informazione dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna dal 12 aprile 2024 è soggetta alle disposizioni in materia di “par condicio” (legge 28/2000)

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