Motivare le erogazioni predisposte da UNIBO alla Fondazione Bologna Business School. Lo chiede con un’interpellanza Elena Ugolini (Rete civica) alla Regione.
“Nella riunione del 20 giugno 2025, la Sezione Regionale di Controllo per l’Emilia-Romagna della Corte dei Conti ha presentato l’indagine sul sistema di finanziamento e organizzazione delle università degli studi di Bologna, Parma, Ferrara, Modena-Reggio, con particolare riferimento alle evidenze delle fondazioni universitarie anno 2021-2022 – spiega Ugolini. Nella citata indagine, la sezione di controllo della Corte prende in esame alcune erogazioni predisposte da UNIBO a Bologna Business School notando come si configuri una sorta di finanziamento a un soggetto privato, la fondazione, con risorse pubbliche, in quel caso affidate all’Università, operazione che avrebbe richiesto, secondo quanto emerge dall’indagine, per lo meno una valutazione comparativa dei soggetti potenzialmente beneficiari antecedente alla delibera di assegnazione dei fondi”.
La consigliera spiega che con la Legge regionale numero 20 del 28 dicembre 2021, all’articolo 13 la Regione “riconosce la formazione per il management in materia di transizione ecologica e trasformazione digitale quale fattore di sviluppo del proprio sistema territoriale e, a tal fine, individua la Fondazione Bologna Business School, ente non profit partecipato dall’Università di Bologna e da altri soci, come soggetto qualificato in ambito regionale.”.
“In forza di tale riconoscimento – continua – la regione Emilia-Romagna per la realizzazione di un campus della medesima Fondazione ha autorizzato la spesa di 1,5 milioni per le annualità 2022, 2023, 2024, prevedendo quindi un contributo totale di 4,5 milioni di euro, successivamente ridotto di 300mila euro con l’approvazione del progetto di legge di stabilità 2023 a seguito di una delibera di giunta”.
Ugolini ritiene che quanto emerso dall’indagine della Sezione Regionale di controllo richieda un riesame approfondito delle disposizioni assunte dalla giunta. Per questo, la consigliera chiede all’esecutivo regionale le motivazioni che hanno condotto a erogare 4,5 milioni alla Fondazione, di diritto privato, Bologna Business School e se sia stata condotta una valutazione comparativa, come suggerito dalla Sezione di Controllo nel caso analogo citato.
A rispondere è il vicepresidente, Vincenzo Colla. “La Regione Emilia-Romagna – evidenzia Colla – riconosce la formazione per il management in materia di transizione ecologica e trasformazione digitale quale fattore di sviluppo del proprio sistema territoriale e, a tal fine, individua la Fondazione Bologna Business School, ente non profit partecipato dall’Università di Bologna e da altri soci, come soggetto qualificato in ambito regionale”, sottolinea Colla. Inoltre, la scuola “vanta importanti riconoscimenti internazionali ed è stata segnalata dal Financial Time come la scuola con la maggior crescita, grazie ai buoni risultati della formazione esecutiva, programmi aperti, programmi personalizzati e risultati positivi di carriera per gli studenti del master”.
“Ringrazio per la risposta che mi trova soddisfatta e conferma un punto importante per la politica della Regione: l’importanza dell’investimento in fondazioni o strutture private che possano fornire un servizio di pubblica utilità e all’interno di una logica di trasparenza e di libera concorrenza”, la replica della consigliera.
(Giorgia Tisselli)


