COMUNICATO
Assemblea

Uno Bianca. Maurizio Fabbri, presidente dell’Assemblea legislativa, ribadisce la vicinanza ai familiari delle vittime “Memoria e verità sono un dovere pubblico. Ogni parola nuova va verificata nelle sedi competenti”

L’Assemblea legislativa ha siglato l’anno scorso un protocollo con l’Associazione familiari delle vittime della Uno Bianca per la realizzazione di attività rivolte alla cittadinanza, con particolare attenzione alle giovani generazioni

“Quando, lo scorso settembre, l’Assemblea legislativa ha sottoscritto un protocollo con l’Associazione familiari delle vittime della Uno Bianca, l’abbiamo fatto ribadendo due concetti chiave: serve preservare la memoria di quello che è accaduto in quegli anni, e al tempo stesso non stancarsi di chiedere la verità”.

Commenta così il presidente dell’Assemblea legislativa Maurizio Fabbri l’intervista andata in onda ieri rilasciata da Roberto Savi, riconosciuto come il capo di un gruppo che tra il 1987 e il 1994 ha seminato la morte tra Bologna, Rimini e Pesaro in quella che viene considerata come la strage più diffusa sul territorio e più duratura nel tempo che la storia della Repubblica ricordi: quella provocata dalla cosiddetta banda della Uno Bianca.

“Le dichiarazioni rese da Roberto Savi impongono prudenza, ma non indifferenza. Di fronte a parole che, per loro natura, possono oscillare tra il depistaggio e la rivelazione, l’unico luogo in cui devono trovare riscontro è quello della magistratura. È lì che si misura la verità, ed è lì che il Paese deve continuare a cercarla.”

“Il primo pensiero – prosegue Fabbri – va ai familiari delle vittime, che ancora una volta si trovano esposti a dichiarazioni che riaprono ferite profonde. A loro dobbiamo rispetto, vicinanza e un impegno che non sia solo simbolico.”

“Come Assemblea legislativa – sottolinea – abbiamo scelto, fin dall’inizio di questa legislatura, di assumerci una responsabilità precisa: sostenere l’Associazione non solo nella custodia della memoria, ma anche nella ricerca di una verità sempre più piena”.

Il presidente ricorda come il protocollo abbia consentito di allestire diverse mostre di grande valore civile e momenti pubblici che hanno riunito, per la prima volta, tante voci di giornalisti e scrittori che in questi trent’anni hanno indagato quella stagione di violenza.

“Non è un lavoro neutro – aggiunge Fabbri – è memoria viva, educazione civica, ma anche tensione costante verso la giustizia. Ed è in questo solco che continuiamo a muoverci.”

“In questo momento – conclude – le parole di Savi appaiono quantomeno anomale. O sono tentativi di confondere, oppure contengono elementi che devono essere immediatamente consegnati ai giudici. Non esistono terze vie. Noi restiamo, oggi come ieri, al fianco dell’Associazione e del suo presidente Alberto Capolungo, con ancora maggiore determinazione se dovessero emergere novità. Perché la verità non è mai un fatto privato, è un dovere pubblico. E la giustizia, anche a distanza di anni, resta un obiettivo irrinunciabile.”

 

Il protocollo

Per tenere viva la memoria delle vittime la Presidenza dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna lo scorso settembre ha sottoscritto un protocollo con l’Associazione familiari delle vittime della Uno Bianca. A seguito di quel protocollo l’Assemblea è stata tra le protagoniste del progetto “Uno Bianca per chi l’ha vista. Una storia per chi non c’era”, ricca rassegna di eventi organizzati a Bologna tra novembre e gennaio dedicati al racconto di quegli anni.

L’accordo si inserisce nel quadro delle politiche regionali di promozione della memoria storica e della cittadinanza attiva. Mira a consolidare la collaborazione tra le due istituzioni per la realizzazione di attività rivolte alla cittadinanza, con particolare attenzione alle giovani generazioni.

Tra le attività previste dal protocollo figurano percorsi didattici, educativi e formativi, progetti culturali, attività di ricerca e documentazione, nonché iniziative volte a stimolare la riflessione critica e la partecipazione democratica.

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