COMUNICATO
Parità, diritti e partecipazione

VIOLENZA ALLE DONNE. BANDO DA 1MLN DI EURO, MORI: PAROLA D’ORDINE ‘FARE RETE’

Nella Conferenza delle elette confronto sulle ‘buone pratiche’ da finanziare. Roberta Mori: la violenza esige cambiamento culturale e investimenti

Elena Salmaso, Liana Bartolini, Simona Rossi, Bernadette Fella, Barbara Fontana, Elisa Pavarani, Giulia Ballestri. Sono i nomi delle vittime di femminicidio in Emilia-Romagna, sette dall’inizio dell’anno, la più giovane aveva 39 anni la più anziana 73.

Roberta Mori, presidente della Commissione parità, ha voluto dedicare loro un minuto di silenzio in apertura della Conferenza regionale delle elette, convocata oggi in Assemblea legislativa per discutere sulle azioni di prevenzione e contrasto alla violenza contro le donne messe in campo in Emilia-Romagna. Azioni in ambito di accoglienza e assistenza, ma anche di tipo culturale ed educativo che a breve troveranno il sostegno economico della Regione grazie ad un bando presentato oggi dall’assessore al Bilancio, Emma Petitti, che metterà a disposizione delle diverse iniziative nei territori 1 milione di euro come previsto dal Piano regionale contro la violenza di genere approvato dall’Assemblea nel maggio scorso.

“Le dinamiche della violenza- ha detto Roberta Mori-  restano le stesse indipendentemente dall’età, dall’estrazione sociale e dalla cultura dei soggetti coinvolti. I perché della violenza sono da ricercare nei nodi della relazione tra uomini e donne che, invece di essere improntata sul rispetto reciproco, si basa su una concezione della donna come oggetto da possedere e controllare. Fino a che la cultura che nutre e legittima questi pregiudizi e discriminazioni non verrà smantellata la violenza continuerà a ripetersi a spese delle donne. Ecco perché – ha ribadito Mori – occorre una progettualità integrata di contrasto alla violenza e non frammentaria tra i diversi soggetti, che abbia ricadute percepibili e sempre più pervasive nei territori”.

Il bando, ha annunciato Petitti prevede “una forte integrazione fra soggetti pubblici e privati e capacità di fare rete”. Accanto alla qualità, sarà attribuita una premialità a quei progetti che dimostrano di avere una strategia di lavoro comune, quindi non azioni spot ma serie di interventi da portare avanti in un arco temporale che vede l’avvio nel 2016.  Ci sarà tempo fino al 15 ottobre per presentare i progetti.

Dalle case rifugio per donne maltrattate, alle attività educative nelle scuole per insegnare a ragazze e ragazzi ad abbattere i pregiudizi di genere; dai servizi di aiuto agli uomini maltrattanti, ai tavoli di coordinamento tra i diversi operatori coinvolti; dall’assistenza legale ai servizi abitativi e lavorativi per permettere alle donne maltrattate di rifarsi una vita in autonomia ai progetti dedicati alle donne migranti e al dialogo interreligioso. È davvero ricco lo spaccato delle pratiche attive nei diversi territori che costituiscono la base di partenza per la presentazione dei progetti che si candidano al finanziamento.

Un punto di vista comune alle elette intervenute in conferenza quello di poter garantire sostegno alle donne in uscita dai centri antiviolenza, che hanno bisogno di una casa e di lavoro per poter essere autosufficienti. In alcuni comuni i regolamenti per gli alloggi pubblici- è stato fatto presente -consentono un maggior punteggio per le donne che hanno subito violenza, ma non è così dappertutto. Anche per l’inserimento lavorativo ci sono iniziative adottate dai diversi amministratori, ma il tema rimane di rilievo e necessiterebbe – è stato sottolineato- di azioni specifiche a livello regionale. Cruciale- è stato segnalato- l’approccio educativo nella prevenzione alla violenza tra i giovani. “Il tema però è divisivo – ha fatto presente Ouided Bakkali (Comune di Ravenna) e chiediamo di essere supportati come enti locali perché, ad esempio, abbiamo avuto associazioni contro un progetto su stereotipi di genere, mentre vogliamo essere uniti perché l’obiettivo deve essere fare cultura e radicarla”.

Da Milena Casanini (Rubiera-Reggio Emilia) la richiesta che “il finanziamento ai progetti sia strutturale a ciclo continuo”, sempre Ouided Bakkali  ha segnalato il progetto di refertazione psicologica avviato nel suo Comune per supportare donne che hanno subito violenza nel percorso di denuncia in aggiunta alla refertazione medica, Domenica Spinelli (Coriano-Rimini) ha  tra l’altro segnalato l’esigenza di servizi per supportare anche gli uomini maltrattanti. A volte,-ha detto prendendo a riferimento un caso avvenuto nel suo comune- si tratta di persone con figli, affetti da disturbi psicologici e soggetti a dipendenze, che richiedono un ampio spettro di interventi. Ilaria Morghen (Ferrara) ha parlato della proposta di istituire un ‘garante vittime del reato di violenza e loro familiari’ per assicurare il diritto di accesso alla giustizia, a partire da un approccio sul danno che andrebbe inquadrato in un’ottica di salute pubblica e di conseguenza anche misurato in termini economici, di Pil come già si fa in altri Paesi, per le conseguenze che ingenera a livello sociale.

Tra intervenute Lucia Mirti (FontevivoParma) ha tra l’altro segnalato l’importanza della rete promossa nel suo territorio tra i diversi soggetti attivi nel campo della tutela e della prevenzione, una rete trasversale – ha detto – che va allargata anche ai magistrati e ai medici di famiglia che hanno ruolo importantissimo. Stefania Gasparini (Carpi-Modena) ha ricordato il progetto di “peer education” sviluppato con l’Usl nelle scuole superiori, “molto apprezzato e senza mai una polemica dai genitori”. Sara Donati (Rimini) ha sottolineato l’importanza di valorizzare i casi di donne che sono riuscite a uscire dalla violenza e di aumentare il coinvolgimento degli uomini nei progetti.

Alla conferenza è giunto il saluto della presidente dell’Assemblea legislativa, Simonetta Saliera: “La violenza contro le donne- si legge nel messaggio- è un crimine ignobile perché perpetua antichi pregiudizi e vecchi luoghi comuni ed è una fondamentale violazione dei diritti umani. Per questo è molto importante non abbassare la guardia, continuare le battaglie di cultura e di civiltà e sostenere con tutti i mezzi chi ha il coraggio di chiedere giustizia per un crimine così inumano e doloroso”.

Al centro dei lavori della prossima Conferenza delle elette – ha annunciato Mori, in conclusione dell’incontro, – ci saranno l’Osservatorio regionale sulla violenza di genere e il bilancio di genere della Regione Emilia-Romagna, strumenti entrambi previsti dalla legge quadro sulla parità. Infine cogliendo le sollecitazioni avanzate in molti interventi, Mori ha anche annunciato un’iniziativa di confronto sui temi della prevenzione alla violenza di genere con il mondo della scuola, a cui saranno invitati insegnati e educatori in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale.

(Isabella Scandaletti)

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