COMUNICATO
Imprese lavoro e turismo

Volontariato. Marchetti-Poli (Pd): si torni all’iter semplificato per lo Sportello unico attività produttive/ foto

Nell’interrogazione i consiglieri dem chiedono alla Giunta “di consentire agli enti del terzo settore di svolgere la loro attività sociale senza oberarli di incombenze che non hanno i mezzi per soddisfare”

La piattaforma di accesso allo Sportello Unico delle Attività Produttive (Suap) finisce al centro di un’interrogazione presentata dai consiglieri del Partito Democratico Francesca Marchetti e Roberto Poli. “Chiediamo alla Regione- scrivono i consiglieri nell’atto ispettivo- che si torni all’iter semplificato di utilizzo, per consentire agli enti del Terzo settore di svolgere in piena regola la loro attività sociale, senza oberarli di incombenze che non hanno i mezzi per soddisfare e che spesso sono spropositate rispetto all’evento a cui si riferiscono. Alla Giunta chiediamo anche da cosa dipenda questa modificazione, e se le nuove modalità siano diffuse in tutte le amministrazioni regionali”.

Lo sportello è uno strumento concepito per agevolare le imprese nella gestione della propria attività in maniera unitaria e per via telematica. Ma, oltre alle aziende, ne fanno uso anche gli enti di volontariato, per ottenere i permessi necessari allo svolgimento di manifestazioni pubbliche. E dall’inizio del 2018, spiegano i consiglieri, “la piattaforma mette a disposizione un’unica via di accesso indifferenziata per imprese ed associazionismo, che necessita come requisito il possesso della firma digitale. E richiede sia adempimenti legati alla sicurezza dei luoghi, piuttosto che degli alimenti, o al rispetto dei livelli acustici e quant’altro, che implicano l’indicazione di parametri, di responsabilità e professionalità di cui le associazioni non dispongono”. Di conseguenza, “anche avanzare una richiesta per una corsa coi sacchi fra bambini- analizzano Marchetti e Poli- è diventata un’impresa insormontabile, tanto più se si vuole concludere l’evento con una merenda e una canzoncina cantata nella piazza”. E i Comuni, a cui le associazioni hanno evidenziato la problematica, “sostengono di non potere intervenire nel ripristinare l’iter semplificato”.

Invece, concludono i consiglieri, fino all’inizio del 2018 “era prevista una procedura semplificata ad accesso diretto agli enti del Terzo settore, che permetteva di sbrigare la pratica in tempi molto celeri a fronte di adempimenti facilitati. Ciò nella consapevolezza che tali soggetti, nei quali operano in maniera del tutto gratuita volontari, non dispongono né della struttura organizzativa, né delle competenze e delle professionalità di cui godono le imprese”.

(Stefano Chiarelli)

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