Nel mirino del consigliere di Forza Italia Andrea Galli la vicenda che coinvolge la casa-famiglia di Montiano, in provincia di Forlì-Cesena, i cui titolari sarebbero accusati di maltrattamenti su minori e abuso di mezzi di correzione. Con un’interrogazione alla giunta, Galli chiede di “effettuare controlli sulle strutture di accoglienza esistenti, specie dopo il caso della casa famiglia “Il sorriso”.
Cita la delibera di giunta, Galli, dove si prevede che “coloro che operano nelle comunità non devono aver riportato condanne con sentenza definitiva a pena detentiva non inferiore a un anno per delitti non colposi”. In più, “la Regione può disporre controlli e verifiche sulle strutture autorizzate, ed è prevista la possibilità di istituire presso il servizio competente un nucleo regionale di controllo e verifica”.
Quindi il consigliere azzurro interroga la giunta per sapere se “ritenga che persistano i requisiti necessari al fine di permettere la legittima prosecuzione, da parte dell’associazione che gestisce la casa famiglia, della propria attività di accoglienza che dovrebbe essere caratterizzata da obblighi di cura, di protezione, di tutela e di amore in favore dei minori accolti; se ed entro quali termini l’assessorato alla Sanità intenda porre in essere una serie di atti amministrativi, sollecitando l’Unione dei Comuni di Savio, al fine di revocare sollecitamente l’autorizzazione concessa dall’Unione; se intenda operare controlli sulle diverse strutture di accoglienza esistenti sul territorio, per impedire che possano reiterarsi situazioni analoghe a quanto sopracitato”.
Inoltre, Galli chiede alla giunta “se l’Unione dei Comuni di Savio abbia emesso atti amministrativi o effettuato segnalazioni alle autorità competenti, evidenziando la inidoneità dei due gestori della casa famiglia “Il sorriso” in questione, e se alla data del rilascio dell’ultima autorizzazione fosse già pendente il procedimento penale; se la comunità familiare Il Sorriso è stata oggetto di ispezioni da parte dell’Ausl locale a partire dal 2010 e con quale esito, se L’Unione dei Comuni di Savio, quale ente erogatore dei fondi pubblici erogati ai gestori della casa famiglia, intenda agire per i danni economici causati dai gestori”.
(Margherita Giacchi)


