COMUNICATO
Sanità e welfare

Welfare Emilia-Romagna. La commissione Sanità: 60 milioni di euro per contrasto alla povertà, famiglie, giovani e inclusione sociale

La commissione presieduta da Giancarlo Muzzarelli ha dato parere favorevole ai progetti della giunta sul Fondo sociale regionale

La Regione Emilia-Romagna conferma il proprio impegno per il sociale con particolare attenzione a giovani e famiglie e stanzia quasi 60 milioni di euro (2,6 milioni in più rispetto al 2025) per contrato alla povertà, famiglie, giovani e inclusione sociale. La commissione Politiche per la salute, presieduta da Gian Carlo Muzzarelli, ha approvato il Programma annuale 2026 del Fondo sociale regionale (Fsr).

Il provvedimento viene illustrato dall’assessora al Welfare Isabella Conti e dall’assessora al Contrasto alle Povertà Elena Mazzoni: entrambe sottolineano come il governo Meloni abbia ridotto le risorse per il fondo sociale locale, l’affido e l’accoglienza dei minori. Al contrario, la Regione stanzia più risorse proprie per i minori, a partire dalle attività per il corretto uso del digitale. Inoltre, spiegano Conti e Mazzoni, in Emilia-Romagna sono attivi 17 nuovi centri per le famiglie, finanziati con 7 milioni di fondi aggiuntivi, mentre per il contrasto alla povertà estrema ci sono oltre 1,7 milioni di euro.

“Ribadisco come sia centrale investire sul welfare, a partire dal tema della povertà: dobbiamo lavorare per garantire la coesione del nostra sistema regionale”, spiega il presidente della commissione Muzzarelli in apertura dei lavori.

Numeri e contenuti nel “Fondo sociale regionale” sono stati oggetto di confronto tra i gruppi consiliari: per il centrosinistra la gestione delle risorse è la conferma dell’impegno della Regione a tutela delle fasce più fragili della popolazione, nonostante i nuovi tagli che arrivano dal governo Meloni, mentre per il centrodestra occorre maggiore trasparenza sui risultati delle politiche pubbliche regioni e il centrosinistra non può sempre accollare tutte le responsabilità all’esecutivo nazionale.

Il dibattito

Per Maria Costi (Pd): “in Italia le disuguaglianze sono in aumento, a partire dai minori, e per servono azioni importanti. Per questo è necessario investire sulle famiglie e per questo è importante coinvolgere tutti gli attori interessati, in primo luogo gli enti locali”.

Fabrizio Castellari (Pd) ricorda come “i numeri parlano da soli: la Regione Emilia-Romagna interviene con nuove risorse, a partire dal sostegno alle famiglie, anche con i nuovi centri: è una scelta molto importante. Servono azioni sempre più forti sul contrasto alla povertà, e per questo diventa centrale anche l’impegno delle associazioni”.

Diametralmente opposta la posizione di Priamo Bocchi (FdI) per il quale “come sempre ci raccontate di quanto è brava l’Emilia-Romagna rispetto al Governo, ma in realtà negli ultimi anni la povertà in Italia è scesa ai minimi storici e stiamo meglio di tanti altri Paesi europei”. Prosegue sulle risorse rivolte alle famiglie: “Considero importante ci sia il potenziamento dei centri per le famiglie. In questi anni il Governo ha fatto molto, come dimostrato dall’aumento delle risorse per i temi legati al carcere, per le strutture di accoglienza per detenuti con pene minori o a fine pena”.

“Serve rivedere la programmazione, i cambiamenti sociali sono continui e per questo bisogna migliorare il sistema, ma manca trasparenza sulle risorse investite: dobbiamo avere dati certi sull’impatto degli investimenti”, sottolinea Elena Ugolini (Rete civica).

Il quadro delle risorse

Le risorse complessivamente quantificate per la programmazione 2026 ammontano a 59.847.248,82 euro e sono destinate al sistema dei servizi e degli interventi e servizi sociali. In particolare, per quanto attiene le risorse statali, all’attuazione del Piano nazionale degli interventi e dei servizi sociali 2024-2026. Nello specifico le risorse sono così suddivise: 40.875.160,82 euro per il sostegno al Fondo sociale locale (Fsl) dei Comuni, quale concorso regionale alla realizzazione dei Piani di zona; 18.972.088 euro per sostegno ai Comuni e alle forme associative. A questi si aggiungono 1 milione e 60.000 euro destinati al sostegno dei programmi e delle iniziative volte alla promozione sociale e alle iniziative formative da parte della Regione Emilia-Romagna. Le prime due voci (sostegno al Fsl e alle forme associative) sono destinate al finanziamento del Programma attuativo 2026, e nello specifico andranno a coprire interventi quali l’agevolazione della “mobilità per le persone in condizione di fragilità sociale”, la rete dei “centri per le famiglie” e famiglie in situazione di vulnerabilità. E ancora, sostegno ai Comuni per azioni di contrasto alle disuguaglianze e alla vulnerabilità sociale, alla povertà educativa e minorile, per il programma “Dimissioni protette” e per azioni di prevenzione sociosanitaria nell’ambito del sistema di interventi regionali “Oltre la strada”.

(Cristian Casali)

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