COMUNICATO
Sanità e welfare

Welfare. Evangelisti (FdI): “Fare chiarezza sulla situazione dell’integrazione di Rom e Sinti”

“La Regioni spieghi i motivi della persistente carenza di dati da parte di alcuni Comuni e quali sanzioni o misure correttive intenda applicare verso quegli enti locali che non ottemperano al debito informativo previsto dalla legge”

Bisogna fare chiarezza sui motivi delle criticità relative all’integrazione di Rom e Sinti.

A chiederlo, in un’interrogazione, è Marta Evangelisti (FdI) che ricorda come “la legge regionale del 2015 è nata con l’ambizioso obiettivo di superare i campi sosta di grandi dimensioni a favore di soluzioni abitative micro (microaree) e di promuovere una reale inclusione sociale, scolastica e lavorativa delle comunità rom e sinti, ma la recente relazione relativa alla clausola valutativa per il triennio 2022-2024 fornisce una fotografia aggiornata della presenza sul territorio: sono stati censiti 147 insediamenti (rispetto ai 137 del triennio precedente), con una popolazione stimata di circa 2.700 persone, di cui la stragrande maggioranza (oltre il 90%) è di nazionalità italiana e appartiene alla cultura sinta”.

Da qui l’atto ispettivo per chiedere alla giunta quali azioni specifiche e innovative la Giunta intenda mettere in campo per azzerare il tasso di abbandono scolastico tra la licenza media e il biennio delle superiori, e se sia previsto un sistema di “tutoring” individualizzato obbligatorio per i minori residenti nelle microaree e quali siano le ragioni del bassissimo tasso di occupazione (11%) rilevato nell’ultima clausola e se la Regione intenda condizionare i finanziamenti ai Comuni al raggiungimento di obiettivi occupazionali verificabili per i membri delle comunità rom e sinti in età lavorativa.

Evangelisti vuole inoltre che la Regioni spieghi i motivi della persistente carenza di dati da parte di alcuni Comuni e quali sanzioni o misure correttive intenda applicare verso quegli enti locali che non ottemperano al debito informativo previsto dalla legge e quanti dei circa 800-900 minori stimati siano attualmente seguiti dai Servizi Sociali con piani di assistenza specifica relativi alla dispersione scolastica e se siano emerse, nel corso del triennio 2022-2024, segnalazioni relative a forme di sfruttamento del lavoro minorile all’interno o all’esterno degli insediamenti.

“Bisogna sapere se – chiede Evangelisti – sia prevista una revisione del modello delle microaree, alla luce del fatto che l’aumento del numero di insediamenti (da 137 a 147) non sembra aver prodotto un miglioramento proporzionale negli indicatori di inclusione sociale e scolastica”.

(Luca Molinari)

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