“Il Reddito di solidarietà è un vero e proprio patto tra erogatori e beneficiari, per attivare il quale chiediamo l’impegno dei soggetti interessati nell’ambito di un progetto di attivazione sociale e di inserimento lavorativo, potenziando la rete dei servizi. Mettiamo in campo misure concrete di contrasto alla povertà e di sostegno al reddito”. Il relatore di maggioranza, Stefano Caliandro (Pd), è intervenuto in commissione Politiche per la salute e politiche sociali, presieduta da Paolo Zoffoli, nella fase iniziale dell’iter di approvazione del progetto di legge presentato dalla maggioranza sull’introduzione del reddito di solidarietà.
Uno strumento, specifica il consigliere, “che si affiancherà e si integrerà con il Sostegno per l’inclusione attiva (Sia), misura di contrasto alla povertà sperimentata nel 2013 in dodici città, tra cui Bologna. Con il provvedimento garantiamo diritti universalistici, integrando le misure statali. La Regione Emilia-Romagna stanzierà 30-35 milioni di euro, dalle analisi effettuate si stimano circa 54.000 nuovi beneficiari”. Non siamo, conclude, “nelle condizione di dare una risposta a tutto il bisogno, lanciamo però un segnale importante”.
La relatrice di minoranza, Giulia Gibertoni (M5s), ha espresso apprezzamento per l’approccio universalistico della legge. “È positivo- ha poi evidenziato- che si sia aperto un dibattito su un tema particolarmente importante, anche se non possiamo parlare ancora di reddito di cittadinanza, come proposto dal M5s, si tratta invece di un’integrazione di fondi a misure già attive”. Insufficiente, ha ribadito, “lo sforzo di bilancio per finanziare la legge, la soglia dei 400 euro a nucleo famigliare è inadeguata”. La consigliera ha poi descritto il disegno di legge sullo stesso argomento presentato dal M5s: “Un’indennità economica temporanea per chi sottoscrive un piano di riqualificazione con la Regione attraverso i centri per l’impiego”, per averne diritto “si dovrà avere un reddito al di sotto della soglia di povertà, essere residenti in Emilia-Romagna da almeno 36 mesi e non essere titolare di pensione di vecchiaia o anzianità”.
“Vorrei rilevare- ha poi dichiarato Piergiovanni Alleva (AltraER)- che un reddito funzionale all’inserimento lavorativo presuppone un intervento di una certa importanza”. Occorre, ha evidenziato, “qualcosa di diverso, mi riferisco al coinvolgimento dell’istituto dei contratti di solidarietà espansiva”.
Alan Fabbri (Ln) ha criticato la scelta di includere i cittadini stranieri residenti in Emilia-Romagna da soli due anni: “Fondamentalmente questo reddito andrà ad aiutare gli extracomunitari e non gli emiliani”.
Andrea Bertani (M5s) ha chiesto i risultati della sperimentazione Sia.
È stata inoltre richiesta, da Pd e M5s, la convocazione di un’udienza conoscitiva sul provvedimento, istanza accolta dal presidente Zoffoli.
(Cristian Casali)


