La Regione valuti gli effetti derivanti dalla sospensione del criterio della residenzialità storica nell’assegnazione degli alloggi ERP (Edilizia residenziale pubblica).
A chiederlo, in un’interrogazione, è Pietro Vignali (Forza Italia) che ricorda come “in Emilia-Romagna il criterio della residenzialità storica, ossia la possibilità di attribuire un punteggio aggiuntivo ai richiedenti alloggi ERP che risiedono da più tempo nel comune, è previsto dalla Delibera dell’Assemblea Legislativa numero 154 del 2018, ancora pienamente vigente – spiega il consigliere -. Con una recente circolare, l’assessore regionale alle Politiche Abitative Giovanni Paglia ha indicato ai Comuni di non applicare il criterio della residenzialità storica, richiamando una sentenza della Corte costituzionale dell’8 gennaio 2026. Ad oggi, però, nessuna normativa regionale vigente è stata modificata a seguito della sentenza, con la conseguenza che il criterio della residenzialità storica è tuttora applicabile e legittimo”.
Per il forzista la circolare dell’assessore Paglia crea confusione e incertezza normativa tra i Comuni, “che si trovano tra una normativa regionale valida che permette la residenzialità storica, una circolare politica che invita a non applicarla e la paura di ricorsi al TAR, esplicitamente evocata”.
Vignali rimarca che un’eventuale modifica della normativa ERP richiederebbe un confronto politico in Aula, “non un indirizzo amministrativo surrettizio tramite circolare”. Pertanto, chiede all’esecutivo regionale di assumersi la responsabilità delle eventuali controversie “che dovessero emergere dai bandi ERP a seguito dell’indicazione contenuta nella circolare” e di “ritirare, correggere o chiarire la circolare per evitare contenziosi e incertezze operative fra i Comuni”.
(Giorgia Tisselli)


