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Cooperative. Si, Pd e Mdp chiedono tutele per i sottoscrittori di prestito sociale con coop in fallimento

Torri, Taruffi, Prodi e Mori sollecitano inoltre l’istituzione di organismi che svolgano funzione di vigilanza sui bilanci delle cooperative che emettono prestiti sociali e l’attivazione di un fondo di garanzia nazionale

“La Giunta solleciti Governo e Parlamento affinché vengano istituiti organismi che svolgano funzione di vigilanza sui bilanci delle cooperative che emettono prestiti sociali, sulle condizioni di emissione degli stessi e sulla contrattualistica, a cui i soci risparmiatori possano in ogni momento rivolgersi per inoltrare reclami e segnalazioni”. Sono i consiglieri Yuri Torri e Igor Taruffi di Si, Silvia Prodi del Mdp (gruppo misto) e Roberta Mori del Pd a intervenire, attraverso la presentazione di una risoluzione rivolta alla Giunta, sulla crisi del settore cooperativo edile, in particolare a Reggio Emilia.

I consiglieri chiedono inoltre “l’istituzione di un fondo di garanzia nazionale a tutela dei sottoscrittori di prestito sociale, che li garantisca automaticamente fino ad un massimo di 100mila euro a persona, sul modello di quanto previsto per la tutela dei depositi bancari, con versamento pro-quota obbligatorio a carico di tutte le cooperative che utilizzino questa modalità di autofinanziamento”. In particolare, reclamano poi “tutele per i sottoscrittori di prestito sociale delle cooperative che recentemente sono state coinvolte in procedure fallimentari, per garantire il ristoro dei prestiti”. E, infine, sollecitano “l’istituzione di un tavolo di confronto con centrali coop, sindacati ed enti locali al fine di avviare una riflessione sulle possibilità di innovazione e sviluppo di nuovi modelli cooperativi, con lo scopo di salvare e far crescere quello che è a tutti gli effetti un grande patrimonio di questa regione”.

Il prestito sociale, evidenziano Torri, Taruffi, Prodi e Mori, “che vale per l’universo delle cooperative italiane oltre 12 miliardi di euro, non è tutelato da adeguati fondi di garanzia, non essendo le coop riconosciute come enti dediti alla raccolta e alla gestione del risparmio”.

Il modello cooperativo, ribadiscono infine i tre consiglieri, “è stato a lungo fiore all’occhiello di questa regione, contribuendo in larga misura a costruire benessere economico e condizioni di lavoro dignitose”. Negli ultimi cinque anni però, concludono, “si è assistito al dissolvimento dell’intero settore cooperativo edile, con il fallimento di coop storiche che, nella sola provincia di Reggio Emilia, hanno mandato in fumo 70 milioni di euro di prestiti sociali, 1.480 posti di lavoro diretti e causato la crisi di più di 300 piccole imprese dell’indotto”.

(Tutti gli atti consiliari – dalle interrogazioni alle risoluzioni, ai progetti di legge – sono disponibili on line sul sito dell’Assemblea legislativa al link: http://www.assemblea.emr.it/leggi-e-atti/oggetti-assembleari)

(Cristian Casali)

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