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COOPERAZIONE. “PERSI I PRINCIPI FONDANTI”, FOTI (FDI) CHIEDE COMMISSIONE PER STUDIARE EVOLUZIONE SISTEMA COOPERATIVO REGIONALE

COOPERAZIONE. “PERSI I PRINCIPI FONDANTI”, FOTI (FDI) CHIEDE COMMISSIONE PER STUDIARE EVOLUZIONE SISTEMA COOPERATIVO REGIONALE

Tommaso Foti (Fdi) ha formalizzato la richiesta alla presidente dell’Assemblea legislativa di istituire una commissione speciale di ricerca e di studio sull’evoluzione del sistema cooperativo in Emilia-Romagna e, in particolare, sul “carattere mutualistico, senza fini di speculazione privata, che ne è il fondamento”. L’obiettivo è quello di porre i consiglieri regionali e i componenti della Giunta nelle condizioni di conoscere una serie di questioni legate alle società cooperative emiliano-romagnole, per esempio: “L’esame dell’oggetto sociale e dell’attività, in relazione anche ai requisiti richiesti per le cooperative a mutualità prevalente; l’adesione ai principi cooperativistici, con particolare riferimento a quello di mutualità che preclude finalità di speculazione privata; il rispetto dei requisiti essenziali propri dello status di società cooperativa, nonché i meccanismi di gestione delle cooperative operanti nel territorio regionale, con specifico riferimento alle disposizioni in materia di retribuzione e di contribuzione dei lavoratori del settore; l’osservanza dei principi che regolano lo status di socio-lavoratore, con particolare riguardo alla partecipazione alle assemblee e all’effettiva suddivisione degli utili; la compatibilità dell’azione svolta sul territorio regionale con le disposizioni in materia di concorrenza e mercato, comprese quelle dell’Unione europea”.
A questo proposito, Foti ricorda che le “condizioni imprescindibili affinché si possa parlare di società cooperativa sono il fine esclusivamente mutualistico e l’attività di gestione rispettosa dei principi democratici e, quindi, il rispetto del principio ‘un socio-un voto’”.
Nel trascorrere degli anni, afferma il consigliere, “l’essenza mutualistica” avrebbe infatti subìto “una sorta di ‘diluizione’, man mano che il mondo cooperativo ha assunto una dimensione e un raggio di azione paragonabili a quelli delle multinazionali”.
Lo stesso movimento cooperativo, a parere di Foti, avrebbe inoltre “mutato la propria natura concentrando l’attenzione verso le esigenze e le richieste del mercato piuttosto che verso le esigenze di aggregazione fra i cooperatori”.
Questa “evoluzione”, tuttavia, ”è ancora oggi ignorata dalla legislazione vigente in materia di cooperative”, su cui sarebbe intervenuta “criticamente” – scrive il consigliere – anche l’Unione europea.
Appare quindi “non più procrastinabile” – si legge ancora nel documento – “il ritorno allo ‘scopo mutualistico’, condizione essenziale per la costituzione di una società cooperativa, coniugato alla trasparenza nella sua gestione, a partire dalla governance”, e sarebbe anche “doveroso affrontare il tema di come rapportarsi a quello che si presenta come un monopolio della Lega delle cooperative, almeno in Emilia-Romagna, che non può, né deve, determinare situazioni distorsive del mercato”.
Il mondo cooperativo, insomma, a parere di Foti, opererebbe “sempre di più sul mercato in un’ottica puramente imprenditoriale godendo, tuttavia, dei benefìci fiscali, operativi, di semplificazione di adempimenti e di scritture previsti in funzione del principio di mutualità” che lo dovrebbe caratterizzare.
L’esponente di Fdi considera “doveroso”, quindi, verificare “il rispetto dei principi alla base della società cooperativa, a partire proprio dall’Emilia-Romagna”, dove “è fortemente radicata”, a fronte del fatto che, al contrario, “la cronaca di tutti i giorni ci presenta l’immagine di un sistema cooperativo degenerato, in cui l’originario spirito di solidarietà e di mutualità è sacrificato alla logica del mercato, della competizione e del profitto, alla pari delle imprese di capitale”. (AC)

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