Sanità e welfare

Coronavirus. Norme per il distanziamento. Barcaiuolo (Fdi): chiarire le norme che hanno portato a ridurre il distanziamento sociale solo in alcuni settori della vita quotidiana

L’esponente di Fratelli d’Italia interroga la Giunta regionale per capire i motivi che hanno portato alla revoca del distanziamento sociale sui mezzi di trasporto pubblico, mentre permangono regole molto stringenti per bar e ristoranti

Michele Barcaiuolo (Fdi)

In base a quali motivazioni la Regione Emilia-Romagna ha deciso di ridurre il distanziamento sociale sui treni regionali e locali e sugli autobus delle linee extraurbane? Perché nella medesima ordinanza regionale dello scorso 25 giugno si mantiene la prescrizione nell’uso dei guanti se non si possono igienizzare le mani in aperto contrasto con i consigli forniti dall’Oms? Perché la Regione non procede con gli stessi criteri di diminuzione del distanziamento sociale anche in altri settori della nostra vita quotidiana come ad esempio gli esercizi di somministrazione di cibo e bevande?

Se lo chiede Michele Barcaiuolo (Fdi) in una interrogazione alla Giunta nella quale pone in risalto una certa qual discrasia nelle norme che disciplinano i diversi aspetti della nostra vita quotidiana.

A fronte dell’impianto regolamentare e normativo creatosi tra provvedimenti nazionali e regionali, il consigliere modenese ricorda come il Dpcm dello scorso 26 aprile disponga chiaramente una serie di indicazioni “al fine di assicurare i servizi minimi essenziali, la cui erogazione deve, comunque, essere modulata in modo tale da evitare il sovraffollamento dei mezzi di trasporto nelle fasce orarie della giornata in cui si registra la maggiore presenza di utenti”, mentre per ciò che riguarda le attività professionali impone l’assunzione “di specifici protocolli anti contagio e, laddove non fosse possibile rispettare la distanza interpersonale di un metro come principale misura di contenimento, con l’adozione di strumenti di protezione individuale”.

A fronte di queste prescrizioni recepite anche dalla Regione Emilia-Romagna con ordinanza del 18 maggio, si è più volte fatto leva sulla responsabilizzazione dei clienti di bar e ristoranti per il mantenimento delle distanze interpersonali ma per Barcaiuolo queste distanze sarebbero state di fatto annullate nell’ordinanza del 25 giugno nella quale, in materia di trasporto pubblico, si è sancita l’occupazione al 100 per cento della capienza per tutti i trasporti pubblici extraurbani (permanendo l’occupazione al 60 per cento per il trasporto pubblico urbano) così come l’uso dei guanti se impossibilitati a igienizzare le mani.

Sulla base di queste ordinanze Barcaiuolo rileva di come si possa incorrere nell’assurdo per “un gruppo di amici non conviventi, che si reca presso bar e ristoranti, costretto a mantenere almeno un metro di distanza dai propri commensali con i quali potrebbe aver appena trascorso un viaggio in treno”. Oltre a ciò il consigliere sottolinea come la prescrizione dei guanti sia in aperto contrasto con le norme dell’Oms la quale si è espressa più volte a sottolineare la “potenziale pericolosità nell’utilizzo dei guanti” e conclude auspicando una rapida modifica del distanziamento sociale per gli esercizi commerciali di somministrazione di cibo e bevande.

(Luca Boccaletti)

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