Sanità e welfare

Covid. Castaldini (Fi): “Vaccinare i tirocinanti di Medicina e delle professioni sanitarie”

Interpellanza alla Giunta: “Gli ospedale di Bologna hanno sospeso i tirocini. La Regione si accordi con le università per farli riprendere e utilizzare gli studenti per screening, vaccinazioni e contact tracing”

Gli studenti di corsi di laurea in Medicina e professioni sanitarie non possono svolgere i tirocini, per questo vanno inseriti tra coloro che saranno vaccinati. La Regione, inoltre, si accordi con i vertici di università, ospedali e ambulatori “affinché riprendano i tirocini di medici e professioni sanitarie”. Infine, la Giunta, sempre in accordo con i rettori degli atenei, prepari un protocollo d’intesa “per far svolgere attività di tirocinio anche a sostegno di attività di screening, vaccinali e di contact tracing, mantenendo il carattere didattico dei tirocini”.

E’ il contenuto di un’interpellanza avanzata dalla consigliera Valentina Castaldini (Forza Italia) in cui ricorda che, all’inizio della campagna vaccinale, studenti e operatori sanitari erano stati inseriti nelle liste dei vaccinandi. Il 2 marzo, però, i tirocini per gli studenti di Medicina sono stati sospesi prima al Policlinico S. Orsola-Malpighi di Bologna, e la settimana dopo negli ospedali Maggiore e Bellaria.

Il sondaggio di un’associazione studentesca, afferma la consigliera azzurra, indica che, alla facoltà di Bologna, “su un campione di 870 studenti che dovrebbero frequentare i tirocini risultano vaccinati con almeno una dose il 72,8% degli studenti di Medicina (dal quarto anno in poi) e l’87% degli studenti in infermieristica”. Vaccinare i tirocinanti, spiega Castaldini, serve a proteggere loro e salvaguardare degenti, malati e persone fragili che frequentano gli ospedali. Studenti e operatori delle professioni sanitarie, tra l’altro, sono già stati impiegati nell’emergenza Covid-19 per le attività di contact tracing. “E’ impensabile- conclude la consigliera- che la formazione medica e delle professioni sanitarie si interrompa, soprattutto in un periodo di pandemia globale e in un momento di estrema pressione sul sistema sanitario regionale”.

(Gianfranco Salvatori)

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