“Sollecitare i doverosi interventi da parte del Parlamento e del Governo affinché siano definiti standard e percorsi per l’esercizio delle attività di formatore nelle arti coreutiche, in particolare allorché questa sia diretta a bambine e bambini, adolescenti e giovani”. E “seguire con attenzione e impegno le azioni dirette alla definizione di queste figure professionali”, sostenendo, “per quanto di competenza, gli eventuali conseguenti percorsi formativi”. A chiederlo, attraverso una risoluzione all’Assemblea legislativa, è Giulia Gibertoni (M5s).
“Le scuole di danza- si legge nel documento- in Italia si stima superino le 15.000 unità, presenti anche in molti comuni minori, altrettanto numerosi gli allievi che, sommando le diverse discipline e tecniche, raggiungerebbero i due milioni”.
“Alla tradizione e al ruolo indiscusso della danza italiana- sottolinea la consigliera M5s- corrisponde però oggi una situazione che la colloca in una condizione di subalternità rispetto ad altre espressioni artistiche: alla condizione di subalternità della danza come espressione artistica contribuisce in misura particolarmente e gravemente rilevante l’assenza di requisiti specifici per l’attività delle scuole di danza, frequentate da moltissime allieve ed allievi senza che tuttavia siano previsti requisiti professionali minimi per il personale ivi impegnato, che svolge una delicatissima funzione non solo artistica, ma, in primis, educativa e formativa”. “La grande diffusione delle scuole di danza- conclude- comporta e richiede la presenza di personale qualificato non solo sul piano artistico, ma proprio nel campo della didattica per il trasferimento di competenze, conoscenze e passioni”.
(Tutti gli atti consiliari – dalle interrogazioni alle risoluzioni, ai progetti di legge – sono disponibili on line sul sito dell’Assemblea legislativa al link: http://www.assemblea.emr.it/attivita-legislativa)
(cr)


