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In Assemblea la mostra del Cai di Parma sull’Appennino: “Conferma l’impegno della Regione per la montagna”

La vicepresidente dell’Assemblea legislativa Barbara Lori e una delegazione del Cai hanno inaugurato “Paesaggio Appennino. Passato e Presente. Un percorso tra arte, letteratura e fotografia”. Il saluto del presidente Fabbri: “Il Cai è fondamentale per conoscere davvero l’Appennino”

Realizzata per festeggiare i 150 anni del Cai di Parma, realtà che conta oltre 2.200 iscritti e che è in grado di mobilitare oltre 2.500 all’anno alle proprie iniziati, “Paesaggio Appennino. Passato e Presente. Un percorso tra arte, letteratura e fotografia” fa ora tappa nei locali dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna. Il taglio del nastro è avvenuto oggi alla presenza della vicepresidente dell’Assemblea legislativa Barbara Lori insieme al presidente del Cai Emilia-Romagna Francesco Casanova, al presidente del Cai di Parma Gianluca Giovanardi e a Andrea Greci, direttore editoriale del Club Alpino Italiano e curatore della mostra.

Con i suoi XII percorsi e oltre un centinaio tra foto d’epoca, mappe medievali e dipinti, “Paesaggio Appennino. Passato e Presente. Un percorso tra arte, letteratura e fotografia”  rilancia la storia e il valore dell’Appennino: ovvero quella parte della spina dorsale dell’Italia che nel XIX secolo Ghote, nel suo “Viaggio in Italia”, non esitò a definire come “un pezzo meraviglioso del creato”.

“Per l’Assemblea legislativa è una grande opportunità ospitare una mostra che racconta una parte così importante del nostro territorio, una vicenda che si unisce con la storia del Cai di Parma, realtà molto importante e di valore”, sottolinea Lori per la quale “questa mostra prende le mosse dall’esperienza di Parma, ma racconta una storia comune a tutta l’Emilia-Romagna e all’intera Italia: ci spiega come il nostro Appennino abbia bisogno di essere vissuto, abbia bisogno della presenza di donne e di uomini. Questo allestimento è la conferma dell’impegno della Regione Emilia-Romagna per l’Appennino”.

A nome del Cai Casanova, Giovanardi e Greci ricordano come “la mostra nasce da due presupposti. Il primo può essere considerato geografico e storico, riassunto in una provocazione ma che è anche un dato di fatto: “la natura selvaggia non esiste”, almeno in Italia. Tutto quello che vediamo intorno a noi, comprese le montagne-salvo qualche remoto ghiacciaio o solitarie pareti-è il frutto della secolare, a volte millenaria, relazione tra elementi naturali e attività umane. Questa relazione ha creato il “paesaggio culturale” delle nostre catene montuose. Esse hanno un alto grado di naturalità, ma sarebbero davvero così senza la nostra interazione? La mostra cerca di rispondere, in maniera ovviamente incompleta ma lanciando degli spunti di lettura, a questa domanda. Il secondo presupposto è di matrice culturale”. 

Per oltre due millenni, infatti, le Alpi sono state al centro di una narrazione che le ha rese simbolo ed emblema, stereotipo e laboratorio, in una lettura ambivalente tra terrore e stupore, repulsione e incanto. L’Appennino, apparentemente, è sempre rimasto ai margini, spesso lontano delle attenzioni di studiosi, viaggiatori, scrittori, poeti, artisti. Lontano, per esempio, dall’estetica del sublime o dal racconto, spesso intriso di epica, dell’alpinismo in tutte le sue molteplici forme.

Riannodando le trame della storia, studiando le opere d’arte figurativa, leggendo le fonti documentarie e letterarie, osservando antiche incisioni o la cartografia storica, è possibile però ricostruire il rapporto tra l’uomo e gli elementi naturali dell’Appennino, comprendere come si è evoluto il paesaggio bio-culturale di queste “montagne di mezzo” e la loro percezione, anche soprattutto grazie al confronto tra le fonti storiche e l’aspetto contemporaneo. 

Non è mancato il saluto del presidente dell’Assemblea legislativa Maurizio Fabbri che ha spiegato: “Da tanti anni sono socio del Cai: sono nato e cresciuto in montagna, ma posso dire che ho cominciato davvero a conoscere il luogo dove vivo da quando faccio le escursioni con il Cai. Il modo migliore per conoscere l’Appennino è viverlo e percorrerlo a passo lento”.

Presenti al taglio del nastro anche i consiglieri Matteo Daffadà e Tommaso Fiazza, l’assessore Massimo Fabi e il Difensore civico Guido Giusti.

La mostra sarà aperta al pubblico fino al 4 marzo dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 18, ed è stata realizzata con il sostegno del Comune di Parma, del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, dei Parchi del Ducato, del Club Alpino Italiano – Gruppo Regionale Emilia-Romagna e con il patrocinio e la collaborazione dell’Università di Parma e della Provincia di Parma.

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(Luca Molinari)

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