Scuola giovani e cultura

L’assessora Allegni in commissione: entro il 2026 ci sarà una legge quadro regionale sulla cultura

Prevista la valorizzazione di musei, biblioteche, teatri e case museo. Le politiche per la memoria estese anche al Risorgimento e alla nascita del Tricolore

Cultura come momento di partecipazione e di crescita democratica. Cultura come valorizzazione di biblioteche, teatri, musei, case-muse, spazi pubblici anche attraverso l’attivazione di momento di “riqualificazione urbana culturale”. Poi ancora: valorizzazione degli spettacoli dal vivo, del cinema, sostegno alle case editrici regionali e quindi alla lettura, e al mondo della musica e della danza come richiesto anche da risoluzioni approvate dall’Assemblea legislativa. Da ultimo, ma non ultimo per importanza: potenziare dell’attività per la memoria del ‘900, estendendone le attività anche al XIX secolo, con progetti specifici sul Risorgimento e sulla nascita del tricolore, visti come momenti fondativi della democrazia italiana.

Questi i punti di forza della nuova legge quadro regionale per la Cultura che vedrà la luce nei prossimi mesi e che si vuole approvata definitivamente entro la fine del 2026. Obiettivi, tempistiche e mezzi sono stati presentanti dall’assessora alla Cultura Gessica Allegni intervenuta nel corso della commissione Cultura presieduta da Elena Carletti.

“La nuova legge riassumerà in sé le 20 leggi di settore attualmente esistenti e sarà frutto di un percorso partecipativo che è già iniziati con i territori”, spiega Allegni che racconta come “stiamo lavorando a una norma che semplificherà gli atti amministrativi facilitando l’accesso di privati e enti locali alle politiche regionali per la cultura”.

La proposta di legge quadro ha suscitato interesse in tutti i gruppi consigliari, con l’annessa richiesta di chiarezza e di attenzione su diversi punti.

Niccolò Bosi (Pd) si dice pronto ad affrontare la sfida rappresentata dalla stesura della nuova legge e Fabrizio Castellari (Pd) chiede di coinvolgere gli enti locali. Per Avs Simona Larghetti e Paolo Burani apprezzano l’apertura alla partecipazione, ma invitano a stare attenti che nella stesura del nuovo provvedimento non si perdano per strada attività e progetti contenuti nelle 20 leggi che verranno abolite perché ricomprese nella legge quadro. Ferdinando Pulitanò (FdI) chiede chiarezza e attenzione sul tema della “riqualificazione urbana culturale”, mentre Vincenzo Paldino (Civici) invita a semplificare il più possibile le modalità di accesso ai bandi regionali.

(Luca Molinari)

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