La consigliere di parità regionale non devono essere cancellate.
A chiedere alla giunta di rappresentare al governo e al Parlamento la necessità di modificare lo schema di decreto relativo al nuovo Organismo per la parità, garantendo il mantenimento di una articolazione territoriale stabile e il rafforzamento delle funzioni delle Consigliere e dei Consiglieri di parità, è il Partito democratico con una risoluzione a prima firma Eleonora Proni. “La prossimità istituzionale è condizione essenziale per garantire accesso effettivo alla tutela, condividendo le critiche avanzate dalle parlamentari del Partito democratico su un testo che rischia di tradursi in una riduzione concreta della capacità di intervento delle Consigliere e dei Consiglieri di parità: per questo – spiega Proni – chiediamo al Parlamento di assumere una posizione di netta contrarietà, attraverso il voto, allo schema di Decreto Legislativo”.
La risoluzione impegna la giunta a sollecitare il mantenimento e il rafforzamento delle funzioni oggi esercitate dalle Consigliere e dai Consiglieri di parità regionali e territoriali, in particolare in materia di intervento nel contenzioso lavoristico, monitoraggio delle discriminazioni nei luoghi di lavoro e partecipazione ai tavoli istituzionali regionali e s promuovere, in sede di Conferenza Stato-Regioni, una posizione condivisa delle Regioni di contrarietà al Decreto, a tutela del principio di capillarità. Il Pd chiede anche che sia garantita, nelle more dell’entrata in vigore del nuovo assetto, la continuità piena dei presìdi territoriali e la valorizzazione delle competenze maturate.
Oltre a Proni, la risoluzione è sottoscritta anche da Marcella Zappaterra, Simona Lembi, Paolo Calvano, Fabrizio Castellari, Valentina Ancarani, Luca Sabattini, Luca Giovanni Quintavalla, Emma Petitti, Francesca Lucchi, Maria Laura Arduini, Andrea Massari, Alice Parma, Anna Fornili, Maria Costi, Elena Carletti, Barbara Lori, Andrea Costa, Lodovico Albasi e Niccolò Bosi.
(Luca Molinari)



