Parità, diritti e partecipazione

Diritti. In commissione presentato report su povertà: il 31% non riesce a fronteggiare spese impreviste e il 15,8% dei bambini vive a rischio povertà

Il 5,4% delle famiglie in Emilia-Romagna vive in una situazione di povertà relativa, il 64% delle famiglie non riesce a risparmiare: sono i dati Istat presentati nel documento

Il 5,4% delle famiglie in Emilia-Romagna vive in una situazione di povertà relativa, il 15,8% delle persone minorenni vive a rischio povertà, il 4,6% dei minori nella nostra regione vive in famiglie in condizioni di grave deprivazione materiale. Il 64% delle famiglie non riesce a risparmiare e il 31,2% non riesce a far fronte alle spese impreviste. Sono i dati Istat che emergono dal report sulla povertà minorile presentato dalla Garante per l’infanzia Clede Maria Garavini in commissione Parità (presieduta da Federico Alessandro Amico), in seduta congiunta con le commissioni Cultura (presieduta da Francesca Marchetti) e con la Politiche per la salute (guidata da Ottavia Soncini).

In Italia, invece, le ultime statistiche Istat disponibili indicano che nel 2019 la povertà assoluta ha colpito 1 milione e 137mila minori (11,4% rispetto al 7,7% degli individui a livello nazionale; 12,6% nel 2018). Disaggregando per età, l’incidenza si conferma più elevata nelle classi 7-13 anni (12,9%) e 4-6 anni (11,7%) rispetto alle classi 0-3 anni (9,7%) e 14-17 anni (10,5%), quest’ultima in miglioramento rispetto all’anno precedente (12,9%). Nel 2019 l’incidenza di minori poveri assoluti varia dal 7,2% del Centro al 14,8% del Sud dove si registra un miglioramento rispetto all’anno precedente (15,7% nel 2018). Più tenue, invece, il calo registrato nelle regioni del Nord: dall’11,2% del 2018 si è passati al 10,7% del 2019. Sono considerati minori in povertà gli individui tra zero e diciassette anni che vivono in famiglie dove sono presenti, contemporaneamente, almeno quattro di queste condizioni previste: non riuscire a sostenere spese impreviste, avere arretrati nei pagamenti (mutuo, affitto, bollette, debiti diversi dal mutuo), non potersi permettere una settimana di ferie lontano da casa in un anno, un pasto adeguato (proteico) almeno ogni due giorni, di riscaldare adeguatamente l’abitazione, non potersi permettere l’acquisto di una lavatrice, un televisore a colori, un telefono o un’automobile.

Anche per far fronte a queste problematiche, la Garante ha siglato un accordo con l’Anci, tanto che, in rappresentanza dell’associazione dei Comuni, la sindaca di Correggio Ilenia Malavasi ha sottolineato che “è stato iniziato un percorso con gli enti locali per contrastare la povertà minorile. Importante il tema delle politiche di bilancio, ma le imputazioni di bilancio sono tantissime, dalle politiche sociali a quelle educative, fino a quelle sportive. Dobbiamo provare a costruire soluzioni per uscire da situazioni di crisi”.

Per il consigliere regionale del Partito democratico Antonio Mumolo “bisognerebbe anche prendere in considerazione i figli di persone senza fissa dimora. L’aiuto degli assistenti sociali è indispensabile e bisognerebbe capire quante persone in Emilia-Romagna sono finite in strada e come evitare che i loro figli vengano dati in affidamento o in adozione”. Anche se, per Valentina Stragliati (Lega), “se ci sono genitori in situazioni di povertà i servizi sociali supportano e aiutano le famiglie e non allontanano per forza i bambini dalla famiglia. Sono fondamentali tutti i supporti e i sostegni alla famiglia: credo poco al reddito di cittadinanza ma credo nelle politiche che aiutano a trovare un lavoro”. Secondo la dem Roberta Mori “la multidimensionalità di questa analisi è quanto mai opportuna per agire in modo integrato. Nella passata legislatura ci siamo occupati molto dei minori, capendo prima di tutto che dobbiamo impegnarci per tutelare i loro diritti, considerandoli persone, vedendo cioè i loro bisogni senza filtrarli attraverso la lente di noi adulti. La stessa adesione della Regione nel 2018 alla Carta dei diritti delle bambine di Fidapa international è declinazione di un impegno forte che si basa sulla soggettività dei minori”.

“Questo report – ha sottolineato Marilena Pillati (Pd) –  è uno spaccato importante ed è importante avere un quadro regionale, ci aiuterà a capire che cosa abbiamo fatto e su che direzioni orientare le politiche regionali. Non dobbiamo accontentarci che nel confronto di tutti gli indicatori la nostra regione abbia sempre livelli migliori rispetto agli altri territori, perché dobbiamo sempre migliorare”. E per Palma Costi (Partito democratico) “questa analisi riposiziona il tema dell’infanzia e dell’adolescenza all’interno delle politiche pubbliche e quando vedo questi report sento tutta la responsabilità del mio ruolo di legislatore”. Secondo Simone Pelloni (Lega), si tratta anche di affrontare un problema legato al tema della povertà: “Le difficoltà che si presentano in didattica a distanza, con la mancanza di mezzi e i giga che finiscono”.

Secondo Federico Alessandro Amico “le risposte devono essere ritagliate sulle necessità educativa del singolo ed è utile sottolineare come la componente stranieri all’interno delle scuole sia importante ma ancora oggi i passaggi di integrazione non siano passaggi propriamente pieni. L’intreccio tra povertà economica, educativa e condizioni oggettive di esercizio della cittadinanza devono essere oggetto di riflessione”. E per Ottavia Soncini “i numeri della povertà assoluta sono allarmanti e sicuramente il piano sociosanitario è fondamentale, ma credo anche che non ci sia solo l’aspetto del curare ma anche quello del prevenire. È necessario mettere i bambini al centro delle politiche urbane e politiche pubbliche”. E anche secondo l’assessora al Welfare Elly Schlein “il tema è come utilizzare questo spunto importante come stimolo per ricostruire il piano sociosanitario. Sappiamo che c’è un problema di povertà educativa che rischia di peggiorare e dobbiamo pensare alle soluzioni da trovare. Così come dobbiamo fare scendere la percentuale di neet (persone, soprattutto di giovane età, che non ha né cerca un impiego e non frequenta una scuola né un corso di formazione o di aggiornamento professionale)”. Infine, la presidente della commissione Scuola Francesca Marchetti: “Il tema della scuola, degli accessi ai servizi saranno spunti su cui lavorare nei prossimi mesi. Con questo report ci è stato consegnato un grande potenziale ed è una sfida in cui siamo tutti coinvolti”.

(Margherita Giacchi)

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