La Regione Emilia-Romagna sia in prima fila per convincere governo e Parlamento a mantenere il principio del “senza consenso libero e attuale è violenza” nel progetto di legge in discussione ora al Senato sul tema della violenza.
La commissione Parità presieduta da Elena Carletti ha approvato la risoluzione del Partito democratico a prima firma Simona Lembi e sottoscritta anche dalla stessa Carletti, da Marcella Zappaterra e Paolo Calvano ed emendato da Emma Petitti.
La risoluzione è stata approvata con voti di Pd, Avs, Civici e Movimento 5 Stelle, i cui consiglieri hanno sostenuto come il Parlamento debba approvare al più presto la legge. Secondo il centrosinistra il mancato rispetto dell’accordo Meloni-Schlein deriverebbe da problemi interni alla maggioranza di governo nazionale. Fratelli d’Italia, unico gruppo consigliare di centrodestra presente in commissione al momento del voto, ha invece votato contro, ritenendo le critiche a Meloni riconducibili solo a motivazioni di propaganda politica: la legge è ancora in discussione al Senato perché da più parti sarebbero state sollevate osservazioni tecniche, in primo luogo il rischio di inversione dell’onere della prova.
“Dopo l’approvazione alla Camera dei deputati con voto unanime lo scorso 25 novembre nella giornata mondiale contro la violenza sulle donne, di una proposta di legge contenente questo principio si è poi deciso al Senato di modificare il testo: l’emendamento, sostenuto dalla relatrice Giulia Bongiorno, sostituisce il paradigma del consenso con quello del dissenso: si elimina la parola ‘consenso’ per puntare su ‘contro la volontà'”, spiega Lembi per la quale “il testo originario era frutto di un accordo politico tra le leader dei due principali partiti di maggioranza e opposizione, Giorgia Meloni ed Elly Schlein. Accordo che il centrodestra ha disatteso. La presidente Meloni ha dovuto cedere a richieste dei suoi alleati di governo: non potendo farlo sull’Ucraina o sulle pensioni lo ha fatto sulle donne”. Lembi e colleghi proseguono poi sui numeri delle violenze sessuali in Emilia-Romagna: “L’Emilia-Romagna registra una delle più alte incidenze di violenze sessuali denunciate in Italia (16,42 per 100.000 abitanti contro una media nazionale di 11,18), con il 91% delle vittime rappresentato da donne, confermando la dimensione strutturale del fenomeno”.
Il dibattito
“La presidente del consiglio ha rotto un accordo politico per problemi della sua maggioranza, siamo al fianco del vasto movimento che si è indignato, a partire dai centri antiviolenza: il prossimo fine settimana saremo in piazza al fianco di tutti coloro che si stanno mobilitando”, spiega Petitti (Pd).
Simona Larghetti (Avs): “Noi sappiamo di cosa stiamo parlando: voler sostituire il concetto di consenso con quello di dissenso vuol dire lasciare sole le donne. Se siamo qui a parlare di questo tema oggi è perché sulle donne si sta giocando la competizione su chi si colloca più a destra nella maggioranza di governo nazionale”.
Sulla stessa linea anche Giovanni Gordini (Civici) che ricordato come anche gli uomini debbano affrontare il tema della violenza contro le donne, Vincenzo Paldino (Civici), Lorenzo Casadei (M 5Stelle) e Niccolò Bosi (Pd) che hanno ribadito come il Parlamento debba approvare al più presto la legge.
Per Ferdinando Pulitanò (FdI) “bisogna capire cosa è successo dopo il voto della Camera: nel corso delle audizioni al Senato sono emerse criticità, prima fra tutte il rischio che la formulazione della legge contenesse un’inversione dell’onere della prova. Capisco che il centrosinistra voglia usare proprio questo tema contro il governo, ma non accettiamo che si dicano cose non vere nel merito del dibattito parlamentare”.
(Luca Molinari)



