Parità, diritti e partecipazione

Diritti. Legge a favore orfani femminicidio, Pd-Si-Misto: governo emani decreti attuativi

Risoluzione per impegnare la Regione a intervenire sull’esecutivo affinché provveda alla piena e completa attuazione della legge tramite l’emanazione, in tempi rapidi, dei regolamenti

Luciana Serri (Pd)

L’applicazione della legge n. 4 del 2018 “Modifiche al codice civile, al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni in favore degli orfani per crimini domestici”, con la quale vengono presi in considerazione i diritti degli orfani di femminicidio, le cui condizioni di vita affettiva, sociale ed economica sono complesse e difficili, è al centro di una risoluzione presentata da Pd, prima firmataria Luciana Serri, Si e Silvia Prodi (Misto).

La legge – scrivono i proponenti – è finalizzata ad aiutare gli orfani di genitore ucciso dal coniuge, anche separato o divorziato, da chi era legato al genitore con unione civile, ancorché cessata, ovvero dalla persona che era o era stata legata da relazione affettiva e stabile convivenza, e chi si prende cura di questi orfani. In Emilia-Romagna – si riporta nell’atto d’indirizzo – tra il 2006 e il 2015 sono state uccise 101 donne: l’80% delle vittime era di origine italiana e la maggior parte aveva tra i 46 e i 60 anni; il 78% degli autori è italiano (in linea col dato nazionale) e la maggior parte dei femminicidi (65%) avviene nel contesto di una relazione intima tra la vittima e l’autore, in corso o conclusa, tanto che in 6 casi su 8 l’omicida è il partner, il marito, il convivente o l’ex, mentre nei restanti due casi è il figlio. Nella nostra regione – evidenziano i consiglieri firmatari – si può contare su una rete di Servizi sociali territoriali e sanitari che, rispetto alle tematiche della protezione e tutela dell’infanzia, del sostegno alle figure parentali significative e dell’affidamento familiare, garantiscono interventi tempestivi e accurati, ma che non sono la risposta per l’emergenza in questione.

A oggi – rimarcano i proponenti – il governo non ha ancora emanato i regolamenti attuativi per rendere pienamente applicativa la legge. Questo non consente l’erogazione delle risorse economiche, motivo per cui è intervenuta ufficialmente l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza a richiamare l’esecutivo affinché il fondo per gli orfani di crimini domestici sia reso utilizzabile al più presto e insieme a esso vengano introdotte misure urgenti, economiche e sociali, a tutela di bambini e ragazzi che sono due volte vittime.

Di qui la richiesta alla Giunta affinché intervenga sul governo “perché provveda alla piena e completa attuazione della legge tramite l’emanazione, in tempi rapidi, dei decreti attuativi”.

(Luca Govoni)

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