Risolvere i problemi del carcere di Modena, anche alla luce del recente suicidio di un detenuto.
A chiedere di intervenire sul governo per affrontare le criticità della casa circondariale Sant’Anna è Partito democratico, con un’interrogazione a firma Gian Carlo Muzzarelli, Maria Costi, Ludovica Carla Ferrari e Luca Sabattini: “La Regione chieda al Governo e al Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria di affrontate con urgenza le criticità strutturali e il sovraffollamento che caratterizzano la casa circondariale Sant’Anna di Modena dove, nei giorni scorsi – spiegano i quattro consiglieri – si è verificato un nuovo suicidio: un uomo di 44 anni originario di Pavullo nel Frignano, detenuto in attesa del processo d’appello, si è tolto la vita”.
I consiglieri del Pd proseguono ricordando come “il Sant’Anna è uno degli istituti penitenziari con il più alto numero di suicidi e di tentativi di suicidio, una situazione inaccettabile più volte denunciata dai parlamentari modenesi del Pd e in consiglio comunale (il Comune di Modena, peraltro, ha proposto una seduta straordinaria del consiglio comunale in carcere, richiesta respinta dal dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria e dal ministero della Giustizia) e – rimarcano – la casa circondariale risulta da tempo caratterizzata da gravi criticità strutturali e organizzative, aggravate dal cronico sovraffollamento, con oltre 550 detenuti presenti a fronte di una capienza regolamentare di 371 posti: condizione che comporta forti ripercussioni sia sulle persone detenute sia sul personale di polizia penitenziaria, sugli operatori sanitari e sulle figure socioeducative che operano quotidianamente all’interno dell’istituto”. Concludono i dem: “Il ripetersi di episodi drammatici impone un intervento urgente e coordinato per garantire condizioni di vita dignitose negli istituti penitenziari, in primis per prevenire fenomeni di autolesionismo e suicidio”.
Muzzarelli e colleghi chiedono, quindi, alla Giunta “di promuovere, nell’ambito delle proprie competenze e nei confronti delle istituzioni nazionali competenti, azioni rivolte a rafforzare i percorsi di prevenzione del disagio psichico, di inclusione e reinserimento sociale delle persone detenute”. Richiedono, poi, “di sollecitare anche il potenziamento del personale sanitario, psicologico, educativo e della polizia penitenziaria nella casa circondariale modenese”. Infine, vogliono sapere “per quale motivo non sia stata autorizzata la seduta del consiglio comunale nell’istituto penitenziario”.
(Cristian Casali)



