Monitorare gli effetti del recepimento delle Direttive UE in materia di organismi di parità.
Le consigliere del Partito democratico Simona Lembi, prima firmataria, Eleonora Proni e Marcella Zappaterra interpellano la Regione per chiedere di sollecitare il Governo nazionale ad avviare il necessario confronto istituzionale con le Regioni sullo schema di Decreto legislativo di recepimento delle Direttive (UE) 2024/1499 e 2024/1500, che avrà rilevanti ripercussioni sull’assetto degli organismi di parità regionali, sui sistemi territoriali e sulle politiche regionali in materia pari opportunità e contrasto alle discriminazioni.
“Il processo di recepimento delle Direttive, da concludersi entro il 19 giugno 2026, appare segnato da criticità di metodo e di contenuto che ben emergono dallo schema di Decreto elaborato dal Governo, in particolare per l’assenza di una previa e sistematica valutazione dell’assetto esistente e per la limitata valorizzazione delle esperienze territoriali maturate nel tempo”, spiegano le consigliere, per le quali il rafforzamento del ruolo regionale “sia nella fase di interlocuzione istituzionale con lo Stato, sia nella definizione dei modelli organizzativi territoriali e della rete delle Consigliere e dei Consiglieri di parità, rappresenta una condizione necessaria per assicurare che l’evoluzione del diritto UE in materia di parità produca effetti concreti nella vita delle persone”.
Per questo, le esponenti dem chiedono all’esecutivo regionale di ribadire, in sede di Conferenza delle Regioni, la necessità di addivenire ad una posizione unitaria sullo schema di decreto che evidenzi: come l’impianto del provvedimento risulti eccessivamente accentratore e scarsamente attento alla dimensione territoriale, l’esigenza che sia espressamente prevista un’articolazione territoriale stabile, strutturata e non meramente opzionale del nuovo Organismo nazionale per la parità, che riconosca e valorizzi la rete esistente, inoltre, la necessità di garantire il mantenimento e la valorizzazione delle funzioni oggi esercitate dalle Consigliere e dai Consiglieri di parità regionali e territoriali, “evitando – sottolineano le consigliere – soluzioni che ne comportino l’automatica soppressione o marginalizzazione e la dispersione delle competenze specialistiche maturate nel tempo, con l’opportunità di definire un chiaro raccordo organizzativo e funzionale tra il livello nazionale e quello regionale”.
Infine, chiedono alla Regione di monitorare gli effetti dell’adozione del decreto legislativo di recepimento, “con particolare attenzione all’impatto sulle politiche regionali di parità, alla continuità e qualità del presidio territoriale, alla capacità delle nuove strutture di assicurare livelli adeguati di tutela, prevenzione e promozione delle pari opportunità”.
(Giorgia Tisselli)



