Il governo Meloni non partecipi in qualunque forma al Board of Peace per non legittimare un organismo internazionale non conforme ai princìpi fondamentali previsti dall’articolo 11 della carta costituzionale italiana e né a quelli del diritto internazionale e per non delegittimare il ruolo dell’Onu”.
La richiesta arriva, con una risoluzione, dalla maggioranza nell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna. Un atto a prima firma Paolo Trande (Avs), sottoscritto anche da Paolo Calvano (Pd), Lorenzo Casadei (M5 Stelle), Vincenzo Paldino (Civici) e Simona Larghetti (Avs).
Nella risoluzione i cinque consiglieri chiedono poi al governo nazionale “il riconoscimento immediato dello stato di Palestina”.
Per Trande e colleghi serve che “sia l’Onu a riprendere le redini di un processo di pace e sicurezza, con il coinvolgimento della rappresentanza del popolo palestinese, che porti progressivamente al raggiungimento del risultato dei ‘due popoli e due stati’”.
“Il Board of Peace a guida Trump – si legge nell’atto – prevede meccanismi di nomina e permanenza dei membri a totale discrezione dello stesso presidente americano e la possibilità di ottenere seggi permanenti attraverso elevatissimi contributi finanziari, emerge, quindi, una tendenza preoccupante alla privatizzazione delle funzioni tipiche delle organizzazioni internazionali, aprendo la strada a un modello di governance fondato su logiche proprietarie, capitali economici e interessi privati marcatamente segnati da logiche speculative assolutamente inaccettabili”.
Rimarca la maggioranza in Assemblea: “La maggior parte dei paesi dell’Unione europea hanno scelto di non aderire all’iniziativa americana, in particolare, Francia, Spagna, Germania e Regno Unito non parteciperanno, così come la stessa Unione Europea, oltre al Vaticano, segnalando una distanza politica significativa rispetto a un organismo sbilanciato in senso statunitense e alternativo al quadro multilaterale tradizionale, a partire dall’organizzazione delle Nazioni Unite, l’Italia ha invece deciso di partecipare in veste di osservatore”.
(Cristian Casali)



