Sanità e welfare

DISABILITA’. PICCININI (M5S): “SOSTITUZIONE BORSE LAVORO CON TIROCINI PENALIZZA PERSONE PIÙ DEBOLI, REGIONE SOLLECITI MODIFICHE”

In una interrogazione, la consiglierachiede alla Giunta di attivarsi “affinché si ponga rimedio agli ostacoli che rendono i tirocini meno idonei a garantire le differenti esigenze di integrazione sociale e autonomia delle persone disabili”

“Rimuovere gli ostacoli, anche legislativi, che rendono i tirocini meno idonei per garantire alle persone più deboli percorsi flessibili in grado di rispondere alle differenti esigenze di integrazione sociale e di autonomia”. È quanto chiede Silvia Piccini (M5s) in una interrogazione alla Giunta, sollecitando un intervento in tal senso nelle sedi di confronto Stato-Regioni al fine di “porre rimedio alla mancata sostituzione delle borse lavoro negli attuali tirocini di tipo D per l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità e finalizzati all’inclusione sociale, all’autonomia delle persone e alla riabilitazione”. La consigliera chiede inoltre che a livello regionale si elimini la gratuità dei tirocini di tipo D sotto la soglia delle 12 ore, utilizzando a tal fine risorse del Fondo regionale per l’occupazione delle persone con disabilità.

Per effetto della legge Fornero, spiega Piccinini, “il tirocinio sostituisce le borse lavoro che si configuravano come uno strumento di inserimento socio-lavorativo utilizzato, a favore di soggetti svantaggiati e difficilmente occupabili, all’interno di un progetto personalizzato di presa in carico da parte dell’Unita socio sanitaria integrata”. Dal canto suo, “la Regione si è adeguata alla nuova normativa, apportando integrazioni a quella precedente, che aveva dato buoni risultati, ed abrogando di fatto le borse lavoro (con la L. r. 7/2013)”. La rimodulazione degli strumenti contrattuali posti in essere, continua Piccinini, avrebbe però comportato “una consistente riduzione degli interventi, con conseguenti mancati rinnovi per molte persone con disabilità che ne usufruivano, in particolare per le persone con disabilità psichica e intellettiva”. Da notare poi che il limite introdotto, minimo 12 ore settimanali, come soglia per la gratuità, per i tirocinanti con disabilità intellettiva, “ha avuto come conseguenza l’allocazione di fatto di quasi tutti i tirocini sotto 12 ore settimanali”, e non più 20 ore come in precedenza, con “oggettivi regressi per gli interessati, dato che- fa notare ancora la consigliera- molti studi dimostrano che la persona con disabilità cognitiva se non stimolata regredisce, o diventa soggetto psichiatrico poiché subentra la depressione, e il costo sociale per le cure conseguenti aumenta a carico della collettività”.

L’esponente M5s riferisce infine che “molte famiglie capiscono che si è resa necessaria una modifica della legislazione in materia, ma si chiedono perché non prevedere un meccanismo con un pagamento, anche molto contenuto, come era per le borse lavoro, a conferma di una valenza di integrazione sociale, e così si sono sentiti abbandonati improvvisamente”. Di qui le richieste alla Giunta.

(Tutti gli atti consiliari – dalle interrogazioni alle risoluzioni, ai progetti di legge – sono disponibili on line sul sito dell’Assemblea legislativa al link: http://www.assemblea.emr.it/attivita-legislativa

(is)

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