Sanità e welfare

Emergenza coronavirus. Bologna, Fdi: “Casi alla Dozza, quali le misure di prevenzione?”

Interrogazione di Fratelli d’Italia sulla notizia del contagio da coronavirus di una ventina di sanitari operativi nell’infermeria e negli ambulatori del carcere bolognese

Michele Barcaiuolo, Marco Lisei e Giancarlo Tagliaferri (FdI)

Interrogazione targata Fratelli d’Italia (a firma Giancarlo Tagliaferri, Marco Lisei e Michele Barcaiuolo) sulla notizia “del contagio da coronavirus di una ventina di sanitari attivi nell’infermeria e negli ambulatori del carcere della Dozza a Bologna”.

“Una notizia allarmante- rimarcano i tre consiglieri- per tutte le persone che hanno a che fare con le carceri, compresi i familiari dei detenuti”. La situazione all’interno degli istituti di detenzione, spiegano, “è particolarmente critica, sia per i detenuti sia per il personale di polizia penitenziaria nonché per il personale medico e gli amministrativi, in quanto gli spazi ristretti e le difficoltà a mantenere le distanze fra le persone aumentano esponenzialmente le possibilità di contagio”. Le recenti rivolte, aggiungono, “hanno poi mostrato tutta la fragilità del sistema detentivo”.

Tagliaferri, Lisei e Barcaiuolo vogliono quindi sapere dall’esecutivo regionale “quali azioni verranno attivate all’interno della Dozza se i contagi saranno confermati”. Chiedono poi “se verranno creati spazi di isolamento nel caso in cui risultino positivi al virus anche dei detenuti e con quali modalità, tenuto conto del problema sovraffollamento”. Infine, i tre consiglieri vogliono sapere “quali dispositivi di protezione siano stati messi a disposizione del personale impiegato all’interno degli istituti e quali siano stati messi a disposizione dei detenuti”.

(Cristian Casali)

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