Sanità e welfare

Emergenza coronavirus. Piccinini (M5s): fare chiarezza sugli ordinativi di mascherine

“Regione vicina all’autosufficienza sui dispositivi di sicurezza grazie alla riconversione di aziende, ma la produzione non è immediata”

L’Emilia-Romagna sta cercando, attraverso la riconversione di alcune aziende, di diventare autosufficiente nell’approvvigionamento di mascherine. Ma la produzione non è immediata e occorre reperire dispositivi di protezione da fuori regione ancora per qualche tempo. Proprio per questo Silvia Piccinini (M5s), con un’interrogazione, chiede alla Giunta di fare chiarezza sugli ordinativi di mascherine effettuati dalla Regione Emilia-Romagna, nonché sui tempi, le quantità, e le modalità di consegna da parte della Protezione civile dei dispositivi di protezione individuale, dall’inizio dell’emergenza a oggi, così “da assicurare adeguate forme di tutela del personale e nel contempo da contribuire efficacemente al contrasto delle crisi epidemiologica in corso”.

La consigliera porta l’attenzione sul “grande ed encomiabile impegno delle imprese e dei lavoratori della nostra regione nella risposta alla produzione di nuovi dispositivi, che però si prevede non sarà immediata”. La pentastellata rimarca anche quanto sia forte l’esigenza per la Protezione civile di garantire con la massima urgenza la fornitura adeguata di mascherine a tutto il personale impegnato nelle attività sanitarie, alle forze dell’ordine e in tutte le attività essenziali per fare fronte all’emergenza.

“L’Emilia-Romagna, data la straordinarietà della situazione, ha dovuto fare i conti con la carenza di strumenti”, spiega la consigliera Cinquestelle. “Anche il sistema produttivo emiliano-romagnolo si sta impegnando con grande decisione e capacità tecnica, attraverso radicali azioni di riconversione, per potere consentire, seppur non nell’immediato, un netto incremento delle produzioni e giungere all’obiettivo dell’autosufficienza. In piena emergenza Covid-19 ogni giorno e ora i dispositivi di sicurezza individuali sono fondamentali e possono davvero fare la differenza”.

(Giulia Paltrinieri)

 

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