Portare a un cambio di passo nella Pubblica Amministrazione, facilitare i servizi, snellire la burocrazia e avvicinare i cittadini trovando soluzioni sempre più chiare e agevoli.
La commissione Statuto, presieduta da Emma Petitti, ha fatto il punto sulle politiche di semplificazione con l’assessore a programmazione strategica e attuazione del programma, programmazione fondi europei, bilancio, patrimonio, personale, montagna e aree interne Davide Baruffi.
La presidente Petitti ha sottolineato che “la Regione è impegnata da anni nella semplificazione, un processo per ridurre la burocrazia e aumentare la competitività. L’assessore Baruffi ha fortemente voluto questo passaggio in commissione e l’obiettivo è fare il punto sulla situazione e individuare insieme qual è la direzione da intraprendere”.
L’assessore Baruffi, nell’illustrare il Piano di semplificazione, ha spiegato: “È composto da misure per mettere in campo azioni che guardano al futuro. Sono presenti iniziative concluse, altre sono in corso e altre ancora risultano superate. Il piano è utile per avere una bussola sui diversi ambiti coinvolti. Si tratta di un atto assunto dalla giunta dopo il Patto per il lavoro e per il clima, un lavoro che sta continuando nel tempo”.
L’analisi del Piano di semplificazione parte da un metodo preciso che comprende l’autoriforma, il confronto con gli stakeholder, più integrazione fra Stato, regioni e autonomie locali per superare la frammentazione delle competenze, la ricerca di soluzioni da parte dello Stato e dell’UE quando la competenza appartiene a questi livelli decisionali, il contrasto dell’ipertrofia delle regole e della disomogeneità delle prassi applicative.
Alla base ci sono principi irrinunciabili, fra cui la legalità, la tutela dell’ambiente, del lavoro e dei diritti, elevare il rendimento della PA, elevare i rapporti con i cittadini e migliorare l’integrazione dei processi nei diversi livelli amministrativi.
Nell specifico si tratta di 79 misure raggruppate in 11 linee di azione, ognuna delle quali corrisponde a una materia o gruppo di materie di competenza amministrativa regionale. Le linee di azione sono: trasversali; opere, affidamenti e contratti; agricoltura; imprese; ambiente ed energia; edilizia e territorio; lavoro; formazione; cultura; giustizia; sanità e sociale.
Tali misure sono state completate al 40%, il 37% riguarda quelle quasi complete, il 14% delle misure è ancora in corso, l’8% sono quelle avviate e l’1% le inattuate.
Il piano, poi, ha precisi obiettivi strategici, fra cui il miglioramento del capitale umano attraverso la predisposizione della proposta di legge per la revisione della disciplina della governance delle aree protette oppure la parte sulla gestione dei fondi europei.
Le forze politiche hanno apprezzato l’analisi del piano nel dettaglio comprendendone la complessità degli ambiti coinvolti e allo stesso tempo la necessità per avvicinare sempre di più i cittadini alla pubblica amministrazione.
Il dibattito
Per la vicepresidente della commissione Eleonora Proni (Pd) “le undici linee di azione restituiscono la complessità del tema ma anche lo scrupolo del lavoro. Il Patto per il lavoro e per il clima è stato importante per la regione e strategico per i territori che hanno preso spunto per attuarlo come metodo. Il tema della semplificazione è complicato e ce lo portiamo dietro da tanto: riguarda l’eliminazione dei passaggi ripetitivi, l’uso delle tecnologie, eccetera. Se la politica non è chiara nei messaggi e nel comunicare le proprie leggi, c’è il rischio che aumenti la distanza con le persone invece di ridurla”.
Marco Mastacchi di Rete civica ritiene necessario “cercare di assumere il punto di vista di chi deve avere a che fare con la legge e far sì che venga percepita come una formula per la risoluzione dei problemi e non come uno slogan. L’argomento può sembrare semplice ma ha un impatto molto forte: l’amministrazione è chiamata a essere sempre più performante, ma occorre stare attenti affinché la semplificazione non sia una scorciatoia. Le innovazioni digitali sono indispensabili ma non devono trasformarsi in nuove barriere per chi ha meno familiarità con tali mezzi”.
Paolo Calvano (Pd), ringraziando l’assessore per l’illustrazione del piano nel dettaglio e nei suoi obiettivi, sottolinea che “non siamo all’anno zero sulla semplificazione, ci sono pratiche già avviate da tempo e c’è un lavoro in corso in maniera importante in Emilia-Romagna e sono contento che la semplificazione continuerà a essere presente nel Patto per il lavoro e per il clima. Il metodo di individuare più linee di azione credo sia praticabile e replicabile. In particolare, porre l’attenzione sui cittadini o le imprese che intendano aderire ai finanziamenti europei credo sia uno degli obiettivi più importanti a cui dobbiamo puntare. Un altro elemento da approfondire è capire come l’intelligenza artificiale possa contribuire a migliorare il rapporto tra la Pubblica Amministrazione, i cittadini e le imprese: un lavoro che può portare risultati”.
(Irene Gulminelli)



