Governo locale e legalità

Approvato il piano Stato-Regione: per l’Emilia-Romagna possibile un piano straordinario di investimenti da 336 milioni entro il 2030

Si tratta delle nuove norme sulla restituzione delle anticipazioni di liquidità concesse alle Regioni italiane poi ratificato dalla Legge di bilancio dello Stato 2026-2028. L’Assemblea legislativa ha approvato la delibera con il voto favorevole di Pd, Avs, Civici, Movimento 5 Stelle e Lega e l’astensione di FdI. Assenti al momento del voto i consiglieri di Forza Italia e Rete civica

Un piano straordinario di investimenti regionali da 336 milioni di euro entro il 2030.

È la possibilità prevista dalla delibera di giunta e approvata oggi dall’Assemblea legislativa che recepisce l’accordo stipulato a fine 2025 tra la Conferenza Stato-Regioni e il governo per la cancellazione della restituzione delle anticipazioni di liquidità concesse a tutte le Regioni italiane negli scorsi decenni. Passando dalle parole ai numeri, la delibera prevede l’eliminazione di 31 miliardi di euro di debito dai bilanci delle Regioni a Statuto ordinario (717 milioni per l’Emilia-Romagna) con un effetto rilevante sul risultato di amministrazione degli enti e sulla loro capacità di investimento. Per garantire la sostenibilità dell’operazione, le Regioni continueranno a versare allo Stato – fino al 2051 – gli stessi importi delle attuali rate, trasformati in contributi alla finanza pubblica, senza, pertanto, effetti diretti sulla spesa corrente.

L’Assemblea legislativa ha approvato la delibera con il voto favorevole di Pd, Avs, Civici, Movimento 5 Stelle e Lega e l’astensione di FdI. Assenti al momento del voto i consiglieri di Forza Italia e Rete civica.

Per il centrosinistra l’accordo è in primo luogo frutto delle battaglie delle regioni, mentre il centrodestra ha ricordato il ruolo del governo Meloni e ha sottolineato come la Regione debba dimostrare di essere all’altezza dell’impegno dell’esecutivo nazionale. Il documento è stato presentato dall’assessore al Bilancio Davide Baruffi che ha ripercorso la cronologia e i contenuti dell’accordo Stato-Regioni e ne ha sottolineato i benefici.

Il dibattito

“Ciò di cui stiamo parlando è frutto di un accordo promosso dal governo e non di un’azione autonoma della Regione Emilia-Romagna: il governo si è assunto una responsabilità strutturale di lungo periodo verso le Regioni”, spiega Giancarlo Tagliaferri (FdI) che ricorda anche come “è prevista una clausola di salvaguardia delle risorse pubbliche. Oggi stiamo votando non una decisione della giunta regionale, ma il reperimento di una norma nazionale. Il punto politico diventa, quindi, su come la Regione intenda dare seguito agli accordi nazionale. Il governo ha fatto la propria parte, ora spetta alla Regione dimostrare di essere in grado di utilizzare queste risorse”.

Pietro Vignali (FI) ha sottolineato come “con l’azione del governo possiamo liberare risorse, entro il 2030, per potenziare la nostra sanità senza incidere sulla spesa sanitaria corrente. Sarà fondamentale spendere bene le nuove disponibilità evitando che vengano fagocitate dalla spesa improduttiva. Occorre eliminare le inefficienze e far sì che ogni euro aggiuntivo serva per i cittadini”. Vignali ha ricordato come in Regione Lombardia un accordo analogo sia stato votato all’unanimità delle forze politiche.

Maria Costi (Pd) ha ricordato che “l’Emilia-Romagna ha un bilancio solido e una spesa consolidata su servizi come la sanità. Cogliamo in modo favorevole la possibilità di utilizzare più di 300 milioni all’anno per continuare a fare investimenti in settori strategici”.

Per Tommaso Fiazza (Lega) “il dispositivo non modifica l’onere finanziario a carico della Regione ma la cancellazione del debito regionale fa sì che l’ente abbia una recuperata condizione di avanzo. Ora la Regione si deve impegnare, nel bilancio di previsione, a rispettare i tetti di spesa”.

“Siamo di fronte a un buon accordo che è il frutto delle battaglie delle Regioni: i benefici per il nostro Bilancio regionale saranno molti”, sottolinea Fabrizio Castellari (Pd) che si è dilungato anche sugli aspetti tecnici della delibera ricordando come “le Regioni hanno lavorato in modo da massimizzare l’accordo frutto della collaborazione con il governo. Il Bilancio della Regione Emilia-Romagna è solido e le nuove condizioni frutto della delibera porteranno nuovo giovamento alle finanze e all’economia regionale”.

“In questi anni alle Regioni è stato tolto molto, ora in qualche modo qualcosa è stato restituito. Spero che non sia l’unico e l’ultimo accordo che si fa tra Stato e Regioni. Questo accordo non è solo frutto di una ripresa di dialogo con il governo, ma anche la presa di coscienza di un quadro molto complesso. Spero che la destra che è opposizione in Emilia-Romagna, ma al governo in altre Regioni spieghi al governo nazionale che bisogna dotare le Regioni degli strumenti necessari per fare investimenti”, spiega Paolo Calvano (Pd) che ricorda come il piano investimenti regionali che deriverà dall’accordo nazionale permetterà di affrontare la fase post Pnrr e far fronte alla necessità dell’Italia di investimenti pubblici per sostenere l’economia.

Sulla stessa linea Giovanni Gordini (Civici) per il quale “è molto importante valorizzare il ruolo delle Regioni”.

(Lucia Paci e Luca Molinari)

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