La Regione si costituisca parte civile per la strage di Crans Montana.
A chiederlo, in un’interrogazione, è Pietro Vignali (FI) che ricorda come tra le vittime e i feriti ci siano degli emiliano-romagnoli e, quindi, la Regione Emilia-Romagna potrebbe aver affrontato, come Protezione civile e Sistema sanitario regionale, delle spese in proprio o comunque doverle rifondere ad altre amministrazioni statali e regionali per il trasporto delle due vittime e per le cure prestate alla sopravvissuta.
La Regione si costituisca parte civile per la strage di Crans Montana.
A chiederlo, in un’interrogazione, è Pietro Vignali (FI) che ricorda come tra le vittime e i feriti ci siano degli emiliano-romagnoli e, quindi, la Regione Emilia-Romagna potrebbe aver affrontato, come Protezione civile e Sistema sanitario regionale, delle spese in proprio o comunque doverle rifondere ad altre amministrazioni statali e regionali per il trasporto delle due vittime e per le cure prestate alla sopravvissuta.
“L’Emilia-Romagna è stata coinvolta direttamente nella terribile strage di Crans Montana con due vittime, una purtroppo deceduta, il 16enne bolognese Giovanni Tamburi ed una gravemente ferita, la 29enne di Cattolica Eleonora Palmieri – spiega il capogruppo regionale azzurro – Sarebbe giusto chiedere un risarcimento innanzitutto per il danno che ha subito la comunità regionale per una vita spezzata ed un’altra che sarà costretta a un lungo percorso di riabilitazione con probabili conseguenze sulla sua vita relazionale e lavorativa. Inoltre, sarebbe opportuno chiedere a coloro che saranno individuati come responsabili degli errori e delle omissioni su misure di sicurezza e controlli, di risarcire le eventuali spese già affrontate e da affrontare da parte di protezione civile e servizio sanitario regionale dell’Emilia-Romagna. Oltre infatti al trasporto delle due vittime in Italia, una a Bologna e un’altra all’Ospedale Niguarda di Milano, ci sono quelle per le cure fisiche di quest’ultima nonché quelle psichiche per la stessa e per le persone con relazioni affettive e parentali con lei e con il deceduto. La volontà di essere parte civile come amministrazione regionale sosterebbe l’iniziativa molto opportuna già annunciata dal Ministro degli esteri e vicepremier Antonio Tajani di fare altrettanto come Stato italiano. Grazie a un forte e compatto interesse di parte italiana si potrebbe meglio spingere l’autorità giudiziaria svizzera a svolgere le indagini con le modalità più appropriate eliminando i dubbi sulla loro scarsa accuratezza che sono purtroppo già affiorati. Tra questi vi è innanzitutto quello per cui in Svizzera non sono ancora state disposte le autopsie sui cadaveri. Un’operazione che invece sarà effettuata in Italia su quelli dei nostri connazionali grazie alla nostra autorità giudiziaria”. “La nostra amministrazione regionale avrebbe due strade: – conclude Vignali – coordinarsi per una costituzione di parte civile unica della Repubblica Italiana che preveda un risarcimento specifico per la Regione Emilia-Romagna oppure promuovere una propria autonoma costituzione di parte civile.”
Da qui l’atto ispettivo per sapere se la Regione abbia affrontato spese in proprio per fronteggiare le conseguenze della strage di Crans Montana, e a quanto ammontino, nonché se si possa quantificare la previsione di spesa per cure fisiche e psichiche e per altre ulteriori evenienze che si dovranno affrontare per le conseguenze della stessa strage. L’invito è quello di chiedere un risarcimento per le spese sostenute e quelle preventivate per il futuro.
Da qui l’atto ispettivo per sapere se la Regione abbia affrontato spese in proprio per fronteggiare le conseguenze della strage di Crans Montana, e a quanto ammontino, nonché se si possa quantificare la previsione di spesa per cure fisiche e psichiche e per altre ulteriori evenienze che si dovranno affrontare per le conseguenze della stessa strage. L’invito è quello di chiedere un risarcimento per le spese sostenute e quelle preventivate per il futuro.
(Luca Molinari)



