Governo locale e legalità

Fusione Comuni Ferrara. Fiscaglia-Ostellato: Aula ratifica stop al percorso

Si ferma il percorso del progetto di legge per istituire un nuovo Comune unico tramite fusione. Decisiva la vittoria del ‘no’ al referendum consultivo del 2 dicembre scorso. Relatore Calvano (Pd): “rispettata la volontà degli elettori”. Critiche da Fabbri (Ln), Tagliaferri (Fdi) e Bertani (M5s)

L’Aula ha ratificato lo stop al progetto di legge per l’istituzione di nuovo Comune unico tramite fusione di Comuni tra Fiscaglia e Ostellato, in provincia di Ferrara. Il percorso legislativo, pertanto, si interrompe e i due Comuni rimarranno distinti. Decisiva, al referendum consultivo del 2 dicembre scorso, la vittoria del ‘no’ in entrambi i comuni (oltre il 70% dei voti nei due comuni, ndr).

Per Paolo Calvano (Pd), relatore del progetto di legge, il rispetto del ‘no’ dei cittadini espresso in occasione del referendum ci ha indotto a fermare il processo di fusione. Anche se – ha precisato il consigliere – la nascita di un Comune unico sarebbe stata un’importante occasione di crescita socio-economica per il territorio. Per questo – ha concluso il dem – trovo disdicevole la scelta della Lega di sostenere nel ferrarese solo le fusioni in cui sono coinvolti Comuni amministrati dal centrodestra, perseguendo un mero interesse politico ed elettorale senza guardare all’interesse generale delle comunità locali.

Alan Fabbri (Ln) ha evidenziato come la contrarietà popolare alla fusione dei due Comuni sia stata netta. Questo perché – ha sottolineato – i cittadini hanno capito che dietro alla fusione si celavano logiche di carrierismo politico di taluni amministratori locali del Pd. La fusione, quindi, è fallita perché il processo è stato improvvisato e politicizzato. La Lega – ha concluso il capogruppo – non è affatto contraria alle fusioni come dimostra la scelta del governo di stanziare fondi ad hoc.

Giancarlo Tagliaferri (Fdi) ha evidenziato come il risultato referendario dimostri una volontà nitida delle comunità locali dalla quale i sindaci in carica dovrebbero trarre le dovute conseguenze.

Pronta la replica di Calvano (Pd), che ha ricordato a Fabbri come il percorso di fusione sia stato avviato dalla Regione in forza della richiesta votata dai consigli comunali di entrambi i Comuni in totale libertà. Sono le forze politiche che hanno cavalcato il ‘no’ al referendum consultivo – ha evidenziato il relatore dem – che hanno operato una forzatura contro le esigenze dei cittadini e del territorio per mero calcolo elettorale. Il Pd crede nelle fusioni è le appoggerà a prescindere da chi amministra i comuni.

Per Andrea Bertani (M5s) occorre ascoltare sempre l’esito dei referendum. Molte fusioni – ha rimarcato – falliscono perché i processi sono sbagliati e vanno ripensati, coinvolgendo dal basso i cittadini. Per questo – ha concluso il pentastellato – occorre cambiare la legge regionale, pasticciata e colpevole di creare diffidenza nei territori sottoposti a fusione, poiché la storia e l’identità delle comunità locali non può essere piegata per finalità politico-istituzionali.

(Luca Govoni)

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