Governo locale e legalità

FUSIONE COMUNI. VIA LIBERA UNANIME IN ASSEMBLEA ER: REFERENDUM A POLESINE PARMENSE E ZIBELLO (PR)

La consultazione popolare in ottobre: se vince il sì, il nuovo Comune da gennaio 2016

L’Assemblea legislativa regionale ha approvato all’unanimità la proposta di indizione del referendum consultivo, che si terrà il prossimo ottobre, in merito al progetto di legge sulla fusione dei comuni parmensi di Polesine Parmense e Zibello, i cui relatori di maggioranza e minoranza sono, rispettivamente, Alessandro Cardinali (Pd) e Matteo Rancan (Ln).

Il percorso di fusione di questi due Comuni, ha affermato Cardinali, relatore di maggioranza, “nasce dalla volontà, già ratificata dalla Provincia di Parma, di usufruire di un’opportunità e non da una mera necessità”. I due Comuni, infatti, “hanno già plessi scolastici che gestiscono in forma condivisa e, anche in caso di fusione, manterranno in funzione i due rispettivi municipi, al fine di garantire la migliore erogazione dei servizi”. In caso di voto favorevole alla fusione, ha aggiunto il relatore, “il Comune unico sarà istituito il 1^ gennaio 2016, avrà una popolazione di circa 3.300 abitanti, una superficie di 48,52 chilometri quadrati e otterrà, da parte della Regione, un contributo ordinario annuale di 72 mila euro per 15 anni e un contributo straordinario in conto capitale, a titolo di compartecipazione alle spese iniziali, pari a 120 mila euro all’anno per un triennio, cui si aggiungerà un contributo statale annuale di circa 174 mila euro per un decennio”. I nomi proposti per il nuovo Comune, che verranno sottoposti anch’essi al voto referendario, sono Polesine Zibello, Terra del Po, Pallavicinia.

Rancan (Ln), relatore di minoranza, ha espresso apprezzamento “per una iniziativa che parte dai cittadini e dalle istituzioni locali”, ma ha rimarcato “il lato debole della fusione, dato dalle ridotte dimensioni dell’eventuale nuovo Comune unico, che avrà poco più di 3 mila abitanti, e dalla rinuncia alla fusione dei due Comuni vicini, Busseto e Roccabianca”.

Tommaso Foti (Fdi), annunciando il proprio voto favorevole, ha rilevato “la criticità della fusione data dalle dimensioni del nuovo Comune, proponendo alla Giunta regionale di inserire nel progetto di legge sul riordino istituzionale, in fase d’esame, incentivi regionali per i Comuni capoluogo che intendono avviare fusioni con piccoli comuni limitrofi oramai inseriti in una dimensione territoriale priva di discontinuità”.

Il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, intervenuto in Aula, ha affermato che “il favore crescente per i processi di fusione, che sta andando oltre le aspettative di inizio mandato, testimonia quanto tale strumento di riordino istituzionale sia percepito come un’opportunità affatto lesiva delle identità dei singoli territori”, sulla quale, tra l’altro, “si registra una lusinghiera sensibilità comune dei vari Gruppi assembleari a ragionare nel merito”. Ha ribadito, infine, che “la legge regionale di riordino istituzionale rappresenta una sfida importante anche per calibrare l’obiettivo di ridurre, alla fine del quinquennio, il numero dei Comuni in Emilia-Romagna al di sotto dei 300”.

L’assessore al Bilancio e riordino istituzionale, Emma Petitti, ha sottolineato che “nella legge regionale sul riordino istituzionale saranno introdotte misure incentivanti per le fusioni fra Comuni”.

Stefano Caliandro (Pd) ha annunciato il voto favorevole del Pd, evidenziando “l’importanza del contributo che la Regione ha saputo garantire ai processi di fusioni, autentica pietra miliare del disegno di riordino istituzionale”.

Igor Taruffi (Sel) ha espresso l’assenso del suo Gruppo all’indizione del referendum, sottolineando, però, “la necessità di prevedere una soglia minima di 5 mila abitanti quale limite per un nuovo Comune nato da fusione, una scelta finalizzata a rafforza l’efficienza della nuova Amministrazione comunale”.

Fabio Rainieri (Ln) ha annunciato il voto favorevole della Lega, ricordando che, “per quanto di modeste dimensioni, i due Comuni parmensi sono economicamente importanti, in particolare per quanto attiene al settore agroalimentare”, tanto che, ha auspicato, “gli amministratori e le istituzioni locali, congiuntamente alle forze politiche, dovranno promuovere, quale nome del nuovo Comune, quello di ‘Polesine Zibello’, proprio per tutelare l’indicazione geografica delle eccellenze alimentari, culatello su tutte”.

(lg)

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