Ambiente e territorio

Gibertoni (Gruppo Misto). “Occorre cambiare approccio sulla caccia al cinghiale”

La consigliera ha presentato un’interrogazione all’esecutivo per chiedere di eliminare i metodi della braccata e della girata

Cambiare approccio sulla caccia al cinghiale. Lo chiede, con una interrogazione alla Giunta, la consigliera del Gruppo misto Giulia Gibertoni, ritenendo più opportuno un approccio scientifico al problema.

“Una mattanza di 351.845 cinghiali, uccisi in 17 anni sul territorio regionale – ha spiegato la consigliera – non ha prodotto alcun risultato, arrivando a quella che si presenta come una banale e ovvia conclusione, cioè che la presunta soluzione, la caccia, è la reale causa del problema del soprannumero dei cinghiali, visto l’interesse evidente dei cacciatori a tenere alto tale numero”.

Pertanto, ha aggiunto Gibertoni, “vorrei sapere se l’esecutivo intende eliminare il metodo della braccata e della girata dalle forme di caccia al cinghiale, quali indegni di un paese civile e contrari al fine teoricamente perseguito di diminuire i danni all’agricoltura, visto che è la stessa Ispra a far notare come la braccata crea spesso una destrutturazione delle popolazioni caratterizzate da elevate percentuali di individui giovani responsabili di un sensibile aumento dei danni alle colture”.

Infine, richiamando il “Piano regionale di controllo del cinghiale 2021-2026”, la consigliera chiede una stima oggettiva della consistenza della specie, prima di continuare ad assumere delibere in materia e di pianificare calendari venatori.

(Lucia Paci)

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