Le sorelle che con il padre nascondevano in casa una stamperia clandestina; le promesse del ciclismo stremate dalla vita del lager; il calciatore partigiano arrestato in montagna. E ancora: la staffetta partigiana che si muoveva in bici; il contadino che si consegnò per salvare donne e bambini rifugiati in una cascina.
Cinque storie esemplari di vittime della deportazione nazista trasformate in opere d’arte dallo sguardo dell’artista Antonella Cinelli, su invito dell’Assemblea legislativa. Le opere sono protagoniste di una mostra inaugurata oggi negli spazi dell’Assemblea legislativa, in viale Aldo Moro 50, in occasione delle celebrazioni per la Giornata della Memoria. Erano presenti il presidente dell’Assemblea legislativa Maurizio Fabbri, l’ideatrice del progetto Antonella Cinelli e oltre 140 studenti e studentesse delle scuole elementari e medie della Città metropolitana di Bologna.
L’inaugurazione è stata aperta dalla poesia “Speranza” vincitrice del concorso “Speranza, pace e libertà” indetto dall’Aned nel 2025. A leggere è stata chiamata l’autrice, Ramisa, che l’anno scorso ha frequentato la terza media nelle scuole Marconi di Casalecchio di Reno.
Anna Cocchi dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia e Fabrizio Tosi dell’Associazione Nazionale Ex Deportati hanno prestato la loro voce per condividere le testimonianze dei deportati protagonisti dei quadri. La mostra sarà visibile fino all’11 febbraio.
“Questo progetto nasce con l’ambizione di ricordare ai giovani di oggi che ci furono tanti loro coetanei fra le vittime della deportazione nei campi di sterminio. Il nazifascismo voleva che ebrei, oppositori politici, rom, omosessuali e soldati italiani che si rifiutarono di continuare a combattere a fianco dei tedeschi venissero letteralmente eliminati, cancellati, dimenticati” spiega il presidente dell’Assemblea legislativa Maurizio Fabbri. “A oltre ottant’anni da quella tragedia, noi, invece, quelle persone vogliamo ricordarle. Invitiamo i ragazzi a farlo con un gesto semplice come quello di portare con loro le immagini di alcune di quelle vittime ripensate artisticamente e stampate su diversi gadget”.
“L’idea di ‘Portami con te’ parte dall’esigenza artistica di trasformare la memoria in un gesto di cura, vivo e condiviso. Le immagini pittoriche, nate per restituire nome e storia ai deportati politici emiliano-romagnoli, escono dai luoghi dell’arte ed entrano nella vita degli studenti attraverso oggetti quotidiani da adottare. Esistenze altrimenti destinate a essere spezzate che invece si prolungano accompagnando giovani vite, muovendosi nello spazio fisico e virtuale dei social”, ha affermato l’artista Antonella Cinelli.
Non si tratta però solo di guardare e ammirare, ma anche di farsi interpreti in prima persona di un messaggio contro la disumanizzazione. L’Assemblea legislativa tramite Concittadini, il progetto di cittadinanza attiva dedicato agli studenti, si rivolge a loro invitandoli a portare letteralmente con sé la memoria di queste vittime. Le immagini caratterizzano una linea di oggetti simbolici, come borse e quaderni, che sono stati distribuiti agli studenti coinvolti nel progetto con l’invito a usarli e custodirli nella vita di tutti i giorni.
I ragazzi possono poi rafforzare questo legame pubblicando sui social fotografie che documentino l’uso che faranno di questi oggetti. Attraverso l’hashtag #portamiconte si trasforma così un gesto personale in un impegno collettivo contro la disumanizzazione.
I cinque soggetti della mostra
All’artista Antonella Cinelli è stato chiesto di realizzare alcune opere pittoriche partendo da foto d’archivio. La pittrice ha deciso di fondere ritratti e cenni biografici per contrastare l’opera di sistematica cancellazione dell’identità operata nei lager.
La ricerca negli archivi storici è stata resa possibile dalla collaborazione con ANED (Associazione Nazionale Ex Deportati nei campi nazisti) di Bologna che ha messo a disposizione il materiale fotografico e documentale riguardante Clara Dragoni, staffetta partigiana sopravvissuta ai lager, i fratelli Irnerio e Idro Cervellati, promesse del ciclismo caduti a Gusen, le sorelle Jole, Lina e Nella Baroncini, la cui intera famiglia fu travolta dalla deportazione, Atos Minarelli, il contadino-partigiano che sopravvisse al lager dopo essersi consegnato per salvare civili innocenti, e Fausto Cavagna, il giovane calciatore di Busseto ucciso a ventiquattro anni.
Ogni oggetto è accompagnato da un certificato di adozione con la storia della persona ritratta. I racconti dei ragazzi e gli aggiornamenti in tempo reale sul progetto saranno pubblicati sulla pagina Instagram di Concittadini.
Le scuole che hanno partecipato alla giornata
- Istituto comprensivo Croce, Scuola media Galileo Galilei, Croce di Casalecchio.
- Istituto comprensivo E. Cavicchi, Pieve di Cento e Castello d’Argile, Scuola media A. Gessi, plesso di Castello d’Argile.
- Scuola media Guido Reni, Istituto comprensivo 16, Bologna.
- Istituto comprensivo di Crespellano Valsamoggia, plesso di Calcara, Scuola media F. Malaguti e Scuola primaria G. Degli Esposti di Calcara.



