La Regione promuova, d’intesa con gli enti locali, una disciplina regionale che regoli affidamento, utilizzo, controllo e vigilanza degli spazi comunali concessi a soggetti terzi per attività ricreative, culturali e di intrattenimento. A tal fine ogni Comune dell’Emilia-Romagna dovrebbe elencare i locali adibiti a queste finalità, quali eventi vi vengono svolti e con quale affluenza. È l’impegno chiesto in una risoluzione da Priamo Bocchi (Fratelli d’Italia), che invita a disporre verifiche sulla corretta esecuzione dei contratti di gestione e sulla regolarità delle attività svolte all’interno.
“A Parma e in tanti altri comuni emiliano-romagnoli, numerosi immobili e locali di proprietà comunale risultano affidati in gestione a soggetti terzi (associazioni, circoli, cooperative e altri enti) per finalità sociali, culturali, ricreative e aggregative – precisa il consigliere. Questi spazi rappresentano spesso luoghi di riferimento per la cittadinanza e, in particolare, per la popolazione anziana, offrendo occasioni di socializzazione e contrasto alla solitudine. La sicurezza degli immobili comunali, la corretta destinazione d’uso degli stessi e il pieno rispetto delle normative vigenti costituiscono un interesse pubblico primario, sia ai fini della tutela dell’incolumità delle persone sia in relazione alle responsabilità dell’ente proprietario”.
“Allo stato attuale – prosegue l’esponente di FdI – non risulta una disciplina regionale organica che definisca criteri omogenei per l’affidamento, il controllo e la vigilanza sugli immobili comunali concessi a terzi per attività ricreative, culturali e di intrattenimento. Una mappatura puntuale e aggiornata degli immobili comunali affidati a terzi e delle attività svolte costituisce un presupposto imprescindibile per una corretta attività di controllo e prevenzione”.
Nella risoluzione Bocchi chiede controlli per verificare “l’adeguatezza delle uscite di sicurezza, il rispetto della capienza massima autorizzata, la congruità e l’effettiva applicazione dei piani di emergenza in base al numero di persone presenti nonché di monitorare e sanzionare eventuali modifiche non autorizzate allo stato di fatto degli immobili, prevedendo conseguenti provvedimenti amministrativi”.
(Lucia Paci)



