Governo locale e legalità

Ibc, capigruppo Assemblea severi sul caso: oggi l’audizione dei vertici dell’istituto in commissioni Bilancio e Cultura

Bonaccini apre il dibattito in Aula. Centrodestra invoca dimissioni e chiusura Ibc, M5s guarda a organizzazione complessiva del lavoro in Regione. Dalla maggioranza pieno appoggio al presidente anche se Si e Mdp paventano “gogne mediatiche” e licenziamenti facili”. Caliandro (Pd): “Verifiche sia sui dipendenti sia su chi doveva vigilare”.

Stefano Caliandro (Pd)
Stefano Caliandro (Pd)

Il centrodestra punta sulle “dimissioni” dei vertici (Alan Fabbri, Lega, Tommaso Foti, Fdi-An) e arriva con Galeazzo Bignami di Forza Italia a invocare “la chiusura” dell’istituto. Il Movimento 5 stelle, con la capogruppo Raffaella Sensoli, auspica una profonda “riflessione sull’organizzazione del lavoro in Regione”. Severo anche il giudizio della maggioranza: se Igor Taruffi di Sinistra Italiana e Silvia Prodi (Misto-Mdp) appoggiano le inchieste interne e gli esposti ma distinguono sul fatto di evitare “licenziamenti facili” e “gogne mediatiche”, il capogruppo Pd Stefano Caliandro è netto: vanno colpiti tutti coloro che “non hanno rispettato l’etica lavorativa. Ci aspettiamo accertamenti sia sui dipendenti sia su chi li doveva vigilare, dato che è inaccettabile che in orario di lavoro si faccia ciò che deve essere fatto nel tempo libero”.

Massimiliano Pompignoli (sx) e Giuseppe Paruolo

Sono questi gli umori delle forze politiche dell’Assemblea legislativa sul caso dei presunti ‘furbetti del cartellino’ all’Istituto per i beni culturali (Ibc) della Regione. Dopo la bufera scatenata dai video di “Striscia la notizia” il tema è approdato oggi in Aula, come richiesto dai gruppi sia di maggioranza sia di opposizione. Il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, infatti, ha svolto una comunicazione sull’accaduto e sulle iniziative assunte dalla Giunta, al termine della quale sono intervenuti i capigruppo. Il prossimo round in Assemblea sulla vicenda è previsto mercoledì prossimo, 19 aprile, quando le commissioni Bilancio e Affari generali, presieduta da Massimiliano Pompignoli, e Cultura, presieduta da Giuseppe Paruolo, ascolteranno in audizione il direttore autosospeso Alessandro Zucchini e il presidente dimissionario Angelo Varni, oltre a un rappresentante della Giunta, probabilmente l’assessore alla Cultura Massimo Mezzetti.

Il presidente Bonaccini ha ribadito come l’obiettivo della Giunta, che ha fatto della sobrietà e del rigore la cifra del proprio operato, sia di giungere alla verità nei tempi più rapidi possibili al fine di agire con inflessibilità a tutela dell’immagine dell’Ente regionale e dei tanti dipendenti corretti e diligenti. Dopo aver ricostruito i fatti, ha elencato le iniziative assunte: esposto alla Guardia di Finanza, attivazione dell’Ufficio per i procedimenti disciplinari (Upd) della Regione, richiesta di acquisizione dei filmati girati da ‘Striscia la notizia’, istituzione di un collegio ispettivo straordinario, convocazione dei vertici di Ibc e informazione al sindacato. Al momento – ha ricordato Bonaccini – è stata notificata a un dipendente dell’Ibc la sospensione dal servizio e dallo stipendio ed è stata chiesta ai vertici dell’Istituto una relazione sulla gestione del personale. “La Regione- ha concluso- ha già

Fabbri, Bignami, Foti
da sinistra Alan Fabbri (Lega), Galeazzo Bignami (Fi), Tommaso Foti (Fdi-An)

attivato tutti gli accertamenti interni che le competono. Al termine delle verifiche si agirà in modo risoluto, perché non abbiamo nulla da nascondere e nessuno da proteggere e siamo consapevoli che l’Ibc deve essere riorganizzato”.

Alan Fabbri (Ln) ha espresso rammarico per la scelta di Bonaccini di convocare i media prima dei capigruppo, considerato che è l’Assemblea legislativa che nomina il presidente dell’Ibc. Avremmo gradito un maggiore riguardo istituzionale– ha affermato il capogruppo leghista– che ha poi chiesto se la Giunta abbia ancora fiducia nei vertici dell’Istituto. “Non vogliamo capri espiatori- ha concluso Fabbri- ma i comportamenti documentati nei filmati crediamo non potessero sfuggire a chi nell’Ibc ha funzioni di controllo. Per questo motivo, pertanto, ci aspettiamo le dimissioni del direttore Zucchini o almeno l’autosospensione fino alla conclusione degli accertamenti”.

Raffaella Sensoli (M5s)

Per Raffaella Sensoli (M5s) il punto nodale della vicenda è la verifica delle responsabilità, da quelle dei singoli dipendenti a quelle dei dirigenti che hanno funzioni di vigilanza. A nostro avviso– ha evidenziato la capogruppo 5stelle– la vicenda deve aprire una riflessione sull’organizzazione del lavoro in Regione, dal sistema di valutazione della produttività dei dipendenti, ancora troppo legato al rispetto di orari rigidi, alla rotazione del personale dirigente, dall’età avanzata del personale al blocco delle assunzioni. “La Regione- ha concluso Sensoli- ha cominciato a muoversi in questa direzione attraverso la riorganizzazione delle direzioni generali, ma l’Ibc è rimasto fuori da qualsiasi azione di riordino e rinnovamento. Quanto è accaduto, forse, dipende anche da questo”.

Galeazzo Bignami (Fi) ha criticato il presidente della Regione per il mancato tempestivo coinvolgimento dei capigruppo, invitandolo in futuro a quell’attenzione istituzionale che da lui ci si aspetta. In merito all’esposto alla Guardia di Finanza, il capogruppo forzista non ha mancato di sottolineare anche la valenza politico-mediatica del gesto di Bonaccini. Quanto all’Ibc– ha rimarcato– nel tempo è diventato una sorta di ‘parcheggio’ per figure sia politiche sia tecniche divenute scomode. “L’Istituto– ha concluso Bignami- più che revisionato in profondità va chiuso per conclamata inutilità e quanto è accaduto deve spingere la Regione a intensificare i controlli nelle proprie sedi distaccate”.

Silvia Prodi (Misto-Mdp)

Silvia Prodi (Misto-Mdp) ha espresso apprezzamento per le iniziative assunte dal presidente Bonaccini, ma, pur condividendo la necessità di accertamenti rapidi e rigorosi, ha ammonito tutte le forze politiche a evitare di sottoporre i dipendenti dell’Ibc alla gogna mediatica. “Il rispetto per il lavoro e per i lavoratori- ha concluso la consigliera- ci impone di agire con responsabilità, perché in Regione le eccellenze ci sono – Ibc, fino a prova contraria, storicamente era fra queste – ed è nostro dovere tutelarle e valorizzarle”.

Igor Taruffi
Igor Taruffi (Si)

Per Igor Taruffi (Si) il faro in questa vicenda è la tutela dei lavoratori corretti e diligenti da parte della Regione. È necessario, quindi, accertare attentamente i fatti e agire con rigore e severità, evitando, però, processi sommari. Secondo il capogruppo, infatti, la Regione deve dimostrare di avere una guida e una condotta sicura e non incline all’emotività. “Gli organismi competenti- ha concluso Taruffi- sono al lavoro per le dovute verifiche e dato che il rispetto delle regole è la nostra bussola, noi consiglieri per primi dobbiamo evitare di invocare licenziamenti facili”.

Stefano Caliandro (Pd) ha sottolineato come l’accertamento dei fatti e la conseguente verifica circa la qualità dei dipendenti dell’Ibc siano prioritari per la Regione, perché se alcuni di loro hanno rotto il patto di fedeltà lavorativa, la Giunta deve intervenire senza sconti a tutela del lavoro, di chi lo svolge correttamente e anche di chi lo cerca. La Regione– ha ribadito il capogruppo Dem– deve dimostrare inflessibilità con chi non rispetta l’etica lavorativa. “Ci aspettiamo accertamenti- ha concluso Caliandro- sia sui dipendenti sia su chi li doveva vigilare, dato che è inaccettabile che in orario di lavoro si faccia ciò che deve essere fatto nel tempo libero”.

Tommaso Foti (Fdi-An) ha espresso rammarico per il fatto che la vicenda sia stata portata alla luce non grazie a un controllo interno ma da uno scoop di una trasmissione satirica. Ibc– ha ricordato il capogruppo– vanta un numero di dipendenti, secondo quanto compare sul sito web, che di per sé richiederebbe un controllo attento e sistematico: 40 unità di personale, di cui 1 direttore, 4 dirigenti e 20 posizioni organizzative (quadri). Secondo alcune voci– ha riportato il consigliere– i comportanti dubbi di taluni dipendenti dell’Ibc erano noti da tempo, ma la vicenda è venuta alla luce solo oggi a causa dei regolamenti di conti interni al Pd. “Quanto accaduto- ha concluso Foti- chiama comunque in causa la responsabilità nel controllo da parte dei vertici dell’Istituto, dai quali, pertanto, è lecito aspettarsi doverose dimissioni”.

(Luca Govoni/Marco Sacchetti)

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