175 milioni di euro per rimodulare opere già individuate da ordinanze precedenti e ulteriori 400 milioni transitati dalla parte privata alla parte pubblica. Sono alcune delle novità emerse oggi durante la commissione Territorio e Ambiente presieduta da Paolo Burani, servita a fare il punto sulla ricostruzione post alluvione alla presenza del commissario alla ricostruzione Fabrizio Curcio.
“La Regione ha rafforzato in modo significativo il proprio impegno per la messa in sicurezza del territorio, per dare risposte concrete alle comunità duramente colpite dagli eventi alluvionali. Il compito di questa Commissione è quello di fare il punto, chiaro e aggiornato, sullo stato della ricostruzione, sui risultati raggiungi e sulle criticità che restano aperte”. Così ha esordito il Burani, all’inizio della seduta che ha visto ospite il commissario per la ricostruzione, l’ingegnere Fabrizio Curcio. “A un anno esatto abbiamo ritenuto opportuno riceverlo qui oggi, per proseguire in quel percorso articolato e continuo di dialogo trasparente tra istituzioni. Ringrazio la consigliera Elena Ugolini, che ha dato il via a questa richiesta di incontro, a cui si è affiancata anche la nostra, in una convergenza tra maggioranza e opposizione”, ha proseguito Burani.
A sua volta, Curcio, in apertura, ha voluto ringraziare la Regione per il costante e continuo confronto. Un ringraziamento è stato riservato anche ai consiglieri componenti della Commissione: “A un anno dall’audizione in Assemblea – ha affermato Curcio – questo è un momento importante anche per noi, per capire se quello che abbiamo immaginato sta andando nella direzione giusta e per tracciare le rotte future”. Curcio ha evidenziato anche la complessità di un percorso di ricostruzione, legato agli eventi del 2023 e del 2024, “che deve inserirsi nelle attività ordinarie che riguardano le analisi del rischio e la programmazione territoriale, ed è per questo che è importante anche la corretta comunicazione su cosa ha in carico il commissario”. “L’inserimento degli eventi del 2024 nel perimetro delle competenze del commissario straordinario è stato un passaggio rilevante e non facile nel dibattito politico”, ha proseguito Curcio, ribadendo come i 2,7 miliardi, assegnati dal precedente commissario, abbiano già trovato collocazione per le opere da eseguire. Tra le novità annunciate, invece, figurano 175 milioni euro che serviranno a rimodulare opere già individuate da ordinanze precedenti e 400 milioni che sono transitati dalla parte privata (che aveva una dotazione iniziale di 1,2 miliardi) alla parte pubblica. Per questi 400 milioni, sarà il commissario a stabilire gli indirizzi per l’individuazione successiva delle opere cui dare priorità. E ancora, con l’ordinanza n.55 sono state estese le misure di sostegno anche alle imprese agricole danneggiate nell’autunno 2024, mentre mentre l’ordinanza numero 56 ha previsto 2,8 milioni di euro di interventi per la frazione di Traversara di Bagnacavallo.
Sulla ricostruzione privata, Curcio ha sottolineato la fase di accelerazione attualmente in corso, grazie alle semplificazioni introdotte dal decreto-legge 65: ad oggi, sono 254 i milioni di euro concessi quali contributi, triplicati rispetto al 2024.
Anche la Sottosegretaria alla presidenza della giunta Manuela Rontini, nel sottolineare l’importanza della collaborazione istituzionale a tutti i livelli, ha ribadito: “Abbiamo accolto l’invito dell’Assemblea legislativa per fare il punto sulla ricostruzione. Da un lato, con le risorse delle ordinanze, stiamo procedendo in relazione a quanto danneggiato, ricostruendo meglio, dall’altro stiamo mettendo in sicurezza il territorio con interventi come le casse di laminazione, usando gli oltre 900 milioni di euro che, a partire dal 2027 arriveranno dal Governo e di cui, già nel bilancio 2026, la Regione ha deciso di anticipare 10 milioni di euro per accelerare la fase di progettazione”.
Il dibattito
Alberto Ferrero (FdI) sottolinea “di avere paura che la pianificazione del territorio sia in mano a una parte politica che in Regione ha sempre governato lasciando la situazione attuale e puntando su urbanizzazione e disinteresse nella cura del territorio. Non mi accontento – continua il consigliere – delle risorse raddoppiate perché temiamo che finita l’opera del commissario e le risorse poi la macchina venga riconsegnata a chi deve amministrare. Chiedo quindi al commissario di lasciare la sua eredità e di indirizzare il più possibile perché ad oggi la gestione risulta fallimentare”.
Marco Mastacchi di Rete civica crede che “una visione complessiva dei territori sia il punto centrale su cui focalizzarci tutti. Nell’analisi ascoltata sono emerse le problematiche tra il lavoro in emergenza e quello della programmazione. Bene che si stia lavorando sulla delocalizzazione perché è importante allargare i confini oltre i comuni singoli. Porto, inoltre, all’attenzione la frana a San Benedetto Val di Sambro, dove al momento i danni non sono classificati come gravi ma potrebbero diventarlo a breve, e la situazione della provinciale 79 segnata da significative frane”.
Per Elena Ugolini di Rete civica “è fondamentale il tema della visione: come riusciamo a fare passi nel presente per rimediare a problemi legati all’emergenza per mettere in sicurezza territorio negli anni? Occorre avere una visione complessiva che tenga conto di manutenzione, nuove opere di mitigazione e riduzione del rischio e vorrei capire chi lo decide e con quali elementi da qua a vent’anni. Un altro punto riguarda la governance perché ci sono tanti enti che intervengono sulla cura del territorio e dobbiamo capire come integrarli insieme. Importante, inoltre, il tema delle competenze nella filiera interessata”.
Daniele Valbonesi (Pd) crede che “il territorio che dobbiamo gestire debba sostenere carichi diversi dal punto di vista climatico rispetto al passato. Un territorio si tiene assieme nel suo complesso (per quello che riguarda gli aspetti economici e sociali) e il tema di oggi ne è uno specchio fedele. Devo sottolineare che sono stati fatti grandi passi avanti per la ricostruzione privata”.
Simona Lembi (Pd) ci tiene a “manifestare attenzione sulla necessità di inserire nella prima tranche di interventi tanto la Val di Zena nel bolognese quanto la zona del Ravone per urgenza, impatto, viste le recenti alluvioni del territorio. Credo che per affrontare la situazione sia importante il modo in cui le parti dialogano e come prende forma questa attività nella nostra regione”.
Il commento di Marta Evangelisti (FdI): “Dalla relazione del commissario Curcio abbiamo potuto apprendere con favore quanto fatto e anche un metodo di lavoro che ha visto ascolto dei territori per poi fare una proposta. C’è stato un punto di chiarezza sulle risorse a disposizione e su quelle impiegate, così come sui piani speciali che sono stati spesso oggetto di dibattito. Ora abbiamo un quadro di come le risorse concesse dal Governo verranno impiegate con ancora più attenzione. Credo sia necessario che la Regione ci metta ancora più impegno e che debba prendere una direzione chiara perché serve capire cosa vogliamo fare nei prossimi anni nel nostro territorio”.
Giovanni Gordini del gruppo Civici apprezza la chiarezza dell’esposizione del commissario Curcio in cui ha inserito anche “parlo prima con i cittadini e poi procedo: un modus operandi ammirevole e sincero. Dobbiamo tenere conto dei cambiamenti climatici in atto analizzando quello fatto finora”.
Fabrizio Castellari (Pd) sottolinea che “tutti i territori abbiano bisogno sia di ripristino che di messa in sicurezza. È necessario che i fondi previsti possano partire il prima possibile per l’urgenza che riguarda i territori
Secondo Francesca Lucchi (Pd) “oggi si è messo ordine rispetto alla situazione in cui abbiamo agito mossi dalla voglia di rispondere alle richieste dei cittadini. Il tema dell’alluvione è ancora molto vivo nei nostri territori: credo che debba venire meno la paura quotidiana, ma debbano rimanere la consapevolezza e il rispetto di quello che abbiamo vissuto, anche in prospettiva del grande lavoro che resta”.
(Brigida Miranda e Irene Gulminelli)



